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David Thomas Broughton – The Complete Guide To Insufficiency (Birdwar / Plug Research / Wide, 13 dicembre 2005)

di Teresa Greco

Quest’ album, uscito nel 2005 e ripubblicato sul finire dell’anno scorso dalla Plug Research, si rivela una piacevole sorpresa, che nel marasma di uscite incessanti ha corso comunque il rischio di non essere notato. Ma forse è nell’ordine delle cose, che le scoperte più belle avvengano fortuitamente.

Disco d’esordio, cinque pezzi registrati live per una quarantina di minuti: tanto basta a questo giovane chitarrista di Leeds per mettersi in luce. Fuori dal giro delle next big thing inglesi, Broughton possiede una non trascurabile esperienza dal vivo accumulata negli ultimi anni, da cui deriva la scelta della registrazione di The Complete Guide To Insufficiency: in solitaria, alle prese con chitarra acustica, effetti in loop, una drum machine, percussioni. E una voce che incanta nei suoi mantra, ora sussurrati ora gridati, nel suo folk primordiale e spasmodico, salmodiato a mezza voce.

Siamo in presenza di un flusso sonoro continuo e dilatato, acido e iterativo, che concorre a creare una trance ipnotica in cui si fondono la malinconia, il dolore, l’amore, l’abbandono al dialogo con chitarra e ritmi percussivi, i loop vocali, con la sensibilità di un Antony, la musicalità di Drake e tutta la tristezza esistenziale del blues.

La registrazione del disco è avvenuta in un’unica take (in una chiesa di Leeds, dai suggestivi effetti acustici), poi trattata con effetti in studio. Il suono delle campane (quanto involontario non è dato sapere) si percepisce nel finale di Unmarket Grave, fondendosi con la voce di Broughton in un unicum.

La sensazione, man mano che ci si inoltra nell’ascolto, è quella di trovarsi di fronte ad un unico pezzo, in cui circolarmente intro acustico, svolgimento cantato in iterazione (il finale psichedelico di EverRotating Sky) e coda finale (come il lungo noise in Execution) si ripetono senza soluzione di continuità. Un lungo interminabile canto di dolore. Il blues è anche questo.

(7.4/10)

  1. Ambiguity
  2. Execution
  3. Unmarked Grave
  4. Walking Over You
  5. Ever Rotating Sky