
Eccoci di fronte all'ennesimo "falso" Aphexiano.
Dopo aver dato sfogo a una smodata pulsione di riordinamento e svuotamento
degli archivi, quel Richard D. James che da anni promette un album completamente
inedito si ripresenta sul mercato con una probabile, probabilissima, collezione
di tracce da antologia. E di fronte a quest'ennesima uscita non si può che
prendere atto che il catalogo segreto - che oramai compie dieci anni - da
inesauribile miniera si è trasformato nell’armadio del nonno.
C'è poco da sorridere: James farà uscire a nome Analord ben
dieci 12 pollici da qui alla fine dell'anno e, a giudicare dal primo volume,
risparmierei ai lettori tanta fatica e spreco di denaro.
Firmato con il moniker techno del musicista, l’eppì rappresenta
un ritorno alle sonorità Acid e a quelle IDM della
Warp d’inizio ’90. E con Grumpy Acid e Untitled a
proporre nient’altro poveri remix
dei brani di quell'epoca, delle autoreferenziali MC-4 Acid e
Where's Your Girlfriend? a ricalcare l’aspro magma di Roland
tipico di quel periodo e una Stepping Filter a propinare una soporifera
ambient, non occorre rompersi il capo …basta
ammettere che qui si raschia il barile della mediocrità.
Questa volta neanche Pitchfork è riuscito a salvare quest'inutile collezione di tracce... perché noi dovremmo?
(3.0/10)