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3EEM – Essence Of 3EEM (Smallvoices, 2005)

di Daniele Follero

A due anni dalla loro ufficiale nascita i torinesi 3EEM si presentano finalmente al pubblico con il primo esordio. Un disco non certo di facile impatto, complesso, dispersivo a volte, ma interessante, non c’è che dire. Il verde pisello della sobria copertina poco dice sulla ricchezza di contenuti che la musica di questo trio dimostra già a un primo ascolto di possedere.

Le differenti esperienze musicali dei singoli membri sono testimoni della promiscuità messa in gioco. Valerio Zucca (aka Abstract Q) e Fabrizio Buzzoni, rispettivamente agli electronics e alla chitarra crescono musicalmente negli anni ’80 con la band crossover Nasty Nurses, influenzata da Faith No More e Naked City. Zucca passerà attraverso le esperienze più diverse, dalla psichedelia dei Disoriente, al duo jungle-ambient Abstract Quadrant, attivo anche in ambito cinematografico.

Ai due si aggiunge la chitarra elettrica di Danilo Corgnati, passato per varie punk band cittadine per approdare al grunge dei Mayflowers And Mantras, con gruppi di riferimento come Nirvana e Screaming Trees.

Il risultato di questa commistione, Essence Of 3EEM, sta però al rock come gli Scorn di Mick Harris stanno ai Napalm Death (cioè, molto, ma molto poco). Sonorità elettroniche molto tendenti all’ambient (a volte ricordano gli Orbital) si mescolano alla chitarra e al sax con un approccio che richiama un modo di produrre e un sound tipicamente laswelliani (Reverse). Ma in questo disco non è difficile riconoscere anche echi di cosmische musik che aleggiano tra i brani: non solo Tangerine Dream, ma anche spunti di kraut rock. Come nel caso della conclusiva 24 Apes, ventiquattro minuti di deliri cosmico-elettronici, schizzetti psichedelici e ritmiche cangianti, che passano dall’ambient-dub al trip hop. Su questi paesaggi sonori i fraseggi di sax e gli arpeggi di chitarra disegnano figure che si mimetizzano nei suoni elettronici creando impasti timbrici affascinanti.

Nella grandiosa costruzione trovano spazio anche sprazzi di pseudo rythm’n’blues (In The Beginning It Was An Accordion) e di uno strano free jazz mescolato alla techno (Kinfu).

Un’altra bella sorpresa nostrana in questo 2005 piacevolmente “italiano”.

(7.5/10)

  1. Riverse
  2. Dilate Me
  3. In The Beginning It Was An Accordino
  4. Kinfu
  5. Jewel Case
  6. 24 Apes