
Quattro ragazzi da New York dediti ad un pop vivace e cangiante con evidenti
ramificazioni nell'inghilterra degli eighties e frastagliati dintorni. Quindi
psichedelia bagnata dal Mersey, quindi propaggini new-romantic, quindi caligini
wave. Ma anche derapage bradicardici sull'orlo dello shoegaze, dream pop
saltellante e impennate power. Il tutto applicato ai cinque pezzi buoni di
questo ep appetitoso. Niente male in tempi di Strokes e BRMC imperanti
sulla Grande Mela.
Voglio dire, se i The IOs sapranno mantenere la pressione emotiva e limpudente
leggerezza di una Stamp Out The Sun (zampate di chitarra e pastelli di
tastiera, espettorazioni accorate e uggiolii in controcanto) o di una Answer
It All (solida contesa tra corde e tastiere, una tenera sbruffoneria Elf
Power contagiata Weezer), se non li abbandonerà la grazia artificiosa
di Water Ghosts (gli Psychedelic Furs narcotizzati in una bruma Visage)
e Nurture (carillon evanescenti a cullare una mestizia à la Billy
Corgan), e se soprattutto sapranno tenere in caldo lestro febbrile
di Forces Regrouping (bramosia LAs e scellerataggine Stone
Roses in guazzo iridescente di tastiere), sentiremo ancora parlare di loro.
L'augurio (la speranza, la sensazione) è che possano fare qualcosa di più.
(6,8/10)