
Taxi_So Far sono un duo (o almeno credo) insidiato a Napoli che ha la spudoratezza
di mettere insieme venticinque minuti scarsi di - son parole loro - "attacco
spietato dell'infanzia ai danni della Maturità". Il loro livello di
follia è evidente, però assolto/dissolto in un progetto di (stra)visione che
al
momento può contare più sui propositi che sui mezzi. Sono abili tuttavia a fare
perno proprio su questa genuina allure lo-fi per indagare e ammantarsi di ulteriore
fascino.
Mouse Music è il demo con cui si presentano al mondo: chitarra
acustica, una tastiera semi-giocattolo, uno xilophono senza semi, la voce di
un fantasma lubrico che ha sbagliato tempi e luogo
dell'apparizione.
Cenni di psichedelia pastorale alla Pink Floyd (il bozzetto acustico sotto
sedativo di Universal Polaroid, da qualche parte tra l'angoscia caliginosa
di Wish you Were Here e la calligrafia
decadente di Tenco), sordide allucinazioni electro-soul (la trama noir
di Un Cadavere... Squisito, scherzetti adesivi di tastiera su bruma di
basse frequenze, il timing approssimativo della voce come un reading dalla dimensione
accanto), elucubrazioni sintetiche tra esotismo e minaccia (il tango post-atomico
di Ming 1, i Depeche Mode in clausura a salmodiare inni di trascendenza
e illuminazione, mentre nelle celle vicine ammuffiscono Clock DVA e Battiato, Art
Of Noise e Ennio
Morricone).
Eppoi la danza scheletrica di Night Club Babele, cascami wave assemblati
in un frankenstein bieco, tra insidie ritmiche
tremebonde, sospiri Gainsbourg in un campo di fragole e razzate aliene
di
passaggio. E a chiudere la lunga apocalissi sequenze & frequenze di La
Partenza Intelligente, strategia di manopole e palpiti, rumori di sintesi
e
d'occasione, tentativo di sfondamento estemporaneo del muro della tranquillità che
rimanda al Brian Eno all'arrembaggio dell'incubo moderno e ai Floyd schiacciati
dalla percezione del futuro, per finire alla danza macabra in coda che si spegne
in un barbaglio bossa (!?).
Un disco interessante, come avrete intuito, che pure lascia insoddisfatti, vuoi
perché breve, vuoi perché la
distanza tra intenzione e realizzazione è così tanta che non è facile capire
quanto la pochezza dei mezzi sia più scelta estetica, contingenza o alibi. Avremo
modo di chiarirci le idee più avanti giacché, a quanto sembra, siamo solo
all’antipasto. Ed è una buona notizia.
(6,9/10)