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Laurel Music – This Night And The Next (Labrador / Goodfellas, 2004)

di Riccardo “Mimmi” Maselli

Gli appassionati di Dawson’s Creek (sì, proprio lui!) sobbalzeranno sulla sedia al primo ascolto, tutti lì a pensare se sia proprio questa la voce che accompagnava le avventure del loro beniamino.
In effetti le atmosfere che si respirano nei passaggi, brevi, di quest’opera prima dei Laurel Music ricordano immediatamente quei luoghi, ti portano nel bel mezzo di una qualsiasi cittadina americana di provincia, quella dove sogni e disillusione vivono in simbiosi, perennemente. Un po’ curioso che a raccontarli sia una coppia di giovani speranze che la provincia americana forse l’hanno conosciuta giusto guardando quel famoso telefilm.

Tobias Isaksson e Malin Dahlberg vengono infatti dalla Svezia, le cui coordinate musicali certo non sono tanto affini con la tradizione folk a stelle e strisce.
Il primo si prodiga per anni in composizioni devote tanto a Neil Young quanto agli Smiths, ma con scarso successo; la seconda presta la sua ugola delicata ai Douglas Heart, guarda caso sotto contratto con la Labrador. L’etichetta, che continua a regalarci preziose gemme pop, combina l’incontro tra i due: nasce così This night and the next.
Il risultato è tutto condensato in 12 brevissimi episodi (in 27 minuti!), che distillano con disinvoltura country-pop dal sapore agrodolce.
Alone in the dark eleva la sua invocazione malinconica con arpeggi acustici e qualche docile nota di piano, No one wants forever #1 sembra destinata ad una festa di paese tutta frittelle e sciroppo d’acero, qua e là fa capolino un’imprescindibile armonica (The way love goes e Dreams and lies), non può farsi attendere troppo nemmeno la slide (Perfect fit ).

La scrittura paga, a lungo andare, questa corrispondenza con canoni molto standardizzati, ma le melodie non mancano, le composizioni possiedono freschezza e sincerità.
Malin ha una voce dolce e rassicurante, spesso eccede però in mielosità fin troppo scontate, tanto da rendere alcuni passaggi molto monocromatici. Si fanno preferire così i brani in cui compaiono i back vocals di Tobias, Sacred Heart e Dreams and lies (dietro l’angolo l'ombra dei Mojave 3), o quelli dove emerge qualche variazione strumentale, vedi l’organo di Disappear o il pianoforte nella chiusa di Into the blue. Questi i motivi di pregio di un album che ha poche pretese, e che proprio in virtù di queste si fa apprezzare in tutta la sua semplicità. Questi i motivi su cui lavorare in futuro.
Alla prossima puntata… (di Dawson’s Creek!)

(6.7/10)

01 - Alone In The Dark
02 - No One Wants Forever #1
03 - The Way Loves Goes
04 - Sacred Heart
05 - Dreams And Lies
06 - Perfect Fit
07 - Empty Feeling
08 - Disappear
09 - Feb 5
10 - Make Believe
11 - No One Wants Forever #2
12 - Into The Blue