
Klat: rintocchi secchi e cupi delle chitarre "mal accordate", voce femminile fra il sensuale, l’annoiato e il malsano stile Kim Gordon, psichedelia, college rock, Dead C e Sonic Youth.
Gli Icewater Scandal, originari di New York, iniziano il proprio album di debutto, “No Handle”, riassumendo umori, amori e passioni che ne hanno accompagnato la giovane vocazione musicistica sino ad oggi. Formatisi, infatti, a fine anni Novanta sulle comuni affinità musicali del chitarrista Sean Malfucci, del bassista Travis Rendington e del batterista D. W. Burnam, i nostri trovano una loro definitiva identità artistica mutando nome al gruppo, inizialmente si chiamavano AM Radio, e inserendo in formazione la songwriter in proprio nonché cantante (e fan del gruppo) Andrea Hansen.
L’ep omonimo dei fu Am Radio, farà piacere saperlo a quanti frequentano i lidi Yeah Yeah Yeahs, lo produsse Jerry Teel. L’esordio vero e proprio con la rinnovata ragione sociale, il No Handle in questione, giunge nella primavera del 2004 e aggiunge ai numi tutelari Sonic Youth (quelli di Daydream Nation”, abbiamo detto, ma anche la psichedelia "come nei ‘60" di Diamond Sea) altre, e forse non meno riverite, influenze: certi Pavement in Muddy Blue, i Jefferson Airplane narcotizzati per Shiny Gold, le scansioni hard su cui innestare contemplazioni lisergiche già sentite (stile Love Child) con Banana Ssplat.
A spostare sorprendentemente la bussola dei generi, proprio in finale di partita, ci pensa però Oh Shoot, che finisce per richiamare, esclusa la vocalità femminina delle Hansen, i Railroad Jerk roots-devianti dell’omonimo esordio d’una quindicina quasi d’anni fa. Se avete nostalgie dell’epoca d’oro dell’indie rock più glorioso e comunicativo, ossia quello fra il 1987 e il 1993, eccovi serviti.
( 6.0/10)