
Buone nuove in casa Morr, che accoglie tra i suoi pargoli anche il belga Dieter Sermeus (in arte Go Find), figlio putativo del più noto Styrofoam, anch’ egli ivi domiciliato. Il Nostro tenta il depistaggio già in partenza, con un titolo (Miami) che fa vagheggiare di spiagge, palmizi e bionde in bikini. Di queste – purtroppo - nemmeno l’ombra. Si viaggia invece sui binari di un brioso electro-pop maculato di chiazze glitch, in una sorta di cortocircuito tra pulsioni neworderiane e rarefazioni digitali di stampo warpiano. Basta un attimo a percepire le atmosfere cui la Morr ci ha abituato negli anni con le sue produzioni, su tutte quelle targate Notwist: se City Dreamer non è una outtake da Neon Golden, poco ci manca (una melodia di rara efficacia che rimbalza su di una drum machine, mentre piccoli bleeps si cristallizzano tutt’intorno).
A volte ad emergere in modo più marcato è una vena soulful latente, come in Sky Window, dove un break di stampo hip-hop sostiene arpeggi acustici reiterati e sfrigolii notturni; in breve si eleva una litania calda che lambisce l’ r’n’b e costringe a pensare ad un altro esordio che ha recentemente destato interesse, quello del canadese Milosh. Le coordinate che guidano la via a tratti si fanno più sfuocate e così, a metà di Summer Guest - proprio mentre il passo corre rapido ai gloriosi anni ’80 - ci si trova smarriti in un inciso letteralmente copia-incollato da Adore degli Smashing Pumpkins.
Le cose meglio riuscite di questo disco sono proprio quelle che riescono
a liberare il beat, a sviscerarne l’anima più pop, anche sotto
una scorza al tatto un po’ freddina. E così, in men che non si
dica, ci si sorprende a battere il piedino appena oltre il bordo (Over
The Edge), a ticchettare con il dito sulla scrivania o - ancor meglio
- sul volante mentre il motore muove via veloce nella notte.
Nessuna voglia di tornare a casa, il cuore sanguina ancora (Bleeding Heart), non c’è tempo per fermarsi, i tempi corrono, e noi con loro
( Modern Times).
Ora il Nostro si ferma, giusto un paio di minuti, per sospirare una ninnananna
sedotta da echi gospel (The Party), ma ci sono ancora due isolati,
prima di casa. Svolta l’angolo per l’ultima volta, in modo da concedersi
ancora alle proprie vocazioni electro-pop (Igloo, Blisters On
My Thumb)... per caso, si accorge di non essere poi così lontano
dagli uffici del “servizio postale”.
Qualcuno, passando, lo ferma per un’informazione: “ Mi scusi, giovanotto,
questa è Miami?”…”No, mi spiace…è il
Belgio…”
(7.0/10)