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Giancarlo Onorato - Falene (Lilium / Venus, 2004)

di Fabrizio Zampighi

Giancarlo Onorato è un artista con alle spalle una carriera di tutto rispetto, spesa tra letteratura e musica, produzioni discografiche e promozioni di eventi, tutti (o quasi) rigorosamente underground. Libri come Filosofia Dell’aria o L’ubbidiente Giovinezza, eventi come il Festival Poiesis o il Premio Musica d’Autore Paolo Pavanello, dischi tributo come Come I Fiori Del Male dedicato nel 2001 a Tenco, rappresentano solo alcune tra le testimonianze più luminose di un profilo creativo polimorfo e singolare. A fare da contorno, una discografia considerevole che parte nel 1996 con Velluto Interiore, passa per Io Sono L’angelo e Nozze Chimiche del biennio '98 -'99 ed arriva, nel 2004, a Falene.
Quest’ultima opera è il risultato di tre anni di stretta collaborazione tra l’autore e il produttore / musicista Mario Congiu e raccoglie melodie di gusto classico, in cui si fondono poetica raffinata ed eleganti partiture. Inevitabile ma al tempo stesso troppo semplice citare l'ultimo Nick Cave come fonte di ispirazione, riduttivo limitare la proposta di Onorato alla replica fine a se stessa. Dalle dodici tracce emerge un essere equilibrato ed in equilibrio, sospeso tra canzone d’autore – Tenco su tutti – ed idee melodiche originali rigorosamente “in minore”, citazioni colte ed inclinazioni caratteriali non troppo distanti dalla parabola artistica di Fabrizio De Andrè.
Un disco questo Falene che, al di là delle considerazioni accessorie utili a descriverne il contenuto, raccoglie soprattutto brani emotivamente toccanti.
Sarebbe sufficiente citare, come testimonianza di quanto si afferma, le scarnite malinconie sottintese al pianoforte arpeggiato di Canzone dell’oscurità, il cullare inquieto e marziale della batteria in Le bisce d’acqua, la pulsante drammaticità degli archi in Ballata dell’estate sfinita.
Nelle composizioni di Onorato non esistono banalità gratuite o casualità ma soltanto l’effettiva capacità da parte dell’autore di costruire sublime poesia da un pugno di parole ordinarie, decorazioni armoniche ricercate da premesse strumentali convenzionali. Un approccio in cui la sperimentazione si fa da parte e cede prepotentemente il passo alla stabilità ed alla pulizia formale.

(8.0/10)

01. Le bisce d’acqua
02. Il bene e il nulla
03. La sete
04. Boncourage
05. The bossanova sweet menage
06. Ballata dell’estate sfinita
07. Pace di guerra
08. Mia neve
09. Androide Mirna
10. Canzone dell’oscurità
11. Cronache di primavera
12. Un morbido silenzio