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Blood on the wall - S.t. (Social Registry; 2004)

di Massimo Padalino

Blood On The Wall sono un trio newyorchese formato dai cantanti Brad e Courtney Shanks, anche alla chitarra e basso, e da Miggy Littleton alla batteria, quest’ultima pure degli Ida, devoto indovinate un po’ a che genere di sonorità? Ma punk-funk, no?

La collaborazione artistica del terzetto prende il la quando una fortuita conversazione dirotta Miggy e Courtney, incontratisi a un crocicchio nella Big Apple dopo qualche ora d’assidui acquisti discografici, verso un immediato progetto d’arte e amicizia. Nascono così questi Blood On The Wall, cui partecipa anche il fratello di Courtney, Brad, venuto appositamente dal Kansas per unirsi al sodalizio musicale appena celebratosi.

L’album omonimo, purtroppo lo testimonia senza tentennamenti l’opener Security In Neighboorhoods, tiene a battesimo l’ennesima contaminazione, accattivante ma forse superflua, fra Sonic Youth, Pavement prima maniera, Fall e, più genericamente, college rock. Non che brani quali When You Go Out Walking non abbiano un loro fascino recondito, muovendosi con passo felino fra seducenti giri chitarristici e una voce femminile maliosa e tenebrosa. Niente di cui si sarebbe, però, tenuto memoria solo una decina d’anni fa: un indie rock di buona lega, in sostanza.

Come sia sia, il gruppo ha dalla sua la varietà stilistica e certa capacità nel songwriting: Mae Abiline è orecchiabile come gli Echo and The Bunnymen di metà ’80, Good Boys ha uno sbarramento elettrico sottratto di forza alle Bush Tetras d’epoca, Black Rats And Top Hats scopiazza senza troppa convinzione il riffage chitarristico funky dei Minutemen più noti (Double Nickels On The Dime). L’alternarsi, nelle canzoni in scaletta, di voce maschile e femminile da parte dei due fratellini aiuta forse la varietà stilistica, non certo la qualità.

Chiudono il disco il pop a ritmo ferroviario, con armonica in bella evidenza, di It So Strange (con il maschietto che mima l’ululare del treno in arrivo) e la sperimentale Baby Likes To Holler (narcotico sogno, fra chitarre ondivaghe, stile Kim Gordon). Concludendo: nessuna nuova, buona nuova…


(6.0/10)

01. Security in Neighborhoods - 2:04
02. When You Go Out Walking - 2:55
03. Mae Abiline - 3:10
04. Good Boys - 2:30
05. Black Rats and Top Hats - 1:47
06. On My Mouth - 3:08
07. Let's Heal Properly - 3:40
08. It So Strange - 2:29
09. Pretty, Pretty - 1:26
10. Witches Teeth - 1:54
11. Running and Cheating - 2:56
12. Baby Likes to Holler - 5:49
13. Baby Likes to Holler [multimedia track]
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