
I Betularia sono cinque ragazzi livornesi attivi da ormai sette anni; lasciatisi
alle spalle l’inglese degli esordi, non troppo tempo fa hanno realizzato
tre demo nella nostra lingua. L’ultimo di questi (Il Grigio
cosparso di fiori, 2002), secondo la band stessa, è il
punto di partenza per questo La Calma e l’immenso,
singolo registrato nel marzo di quest’anno al Red House Recordings con
contratto di coproduzione.
L’ascolto delle due tracce in questione lascia pochi dubbi sull’identità della
proposta musicale del gruppo: siamo in presenza di una riscrittura di quell’idioma
new wave italico che, due decadi or sono, fu prerogativa di CCCP (più precisamente,
in questo caso, CSI), Litfiba e Diaframma.
Anche se questi precisi riferimenti (e in generale la synth wave più oscura,
specialmente nella seconda traccia L'esodo dei girasoli) sono abbastanza
evidenti, la band livornese cerca comunque personali vie di fuga espressiva,
individuabili in contaminazioni dub (vedi il groove di basso della title track),
atmosfere liquide create ora dalla chitarra effettata ora dalla tastiera, inserti
elettronici (spesso prevedibili), tribalismi percussivi (palesi in certe partiture
di batteria); in generale il risultato potrebbe ricordare le scorribande indie
degli ormai disciolti Scisma (con un bel tocco di oscurità in
più) e le sofisticate reminiscenze anni ‘80 dell’ex Denovo Mario
Venuti. Quello che dall’altro lato lascia un po’ perplessi è un
uso della voce che talvolta rasenta la pedanteria (specialmente nelle liriche,
intrise di aulismi e fastidiose allitterazioni), cercando comunque di affrancarsi
dalla solita metrica di scuola Lindo Ferretti, non riuscendoci mai completamente.
Non particolarmente interessante di per sé stessa (almeno finora), la
musica dei Betularia potrebbe comunque riservare in futuro sviluppi inattesi:
vista l’esiguità di questa prima proposta, attendiamo la prova
su cd per avere un quadro più completo. (5.5/10)