
Per tutti coloro che provano una costante nostalgia per sonorità elettroniche
oramai interamente soppiantate dalle polveri e dalla concettualità del
glitch, quest'album costituirà un vero e proprio tuffo nel passato.
Il pretesto di partenza del suo autore - Uwe Zahn - è stato quello
di trasformare in un linguaggio elettronico-ambientale le emozioni di un
viaggio di una settimana in Giappone; ma poco importa, le suggestioni rilevate
dall'ascolto portano dirette agli anni '90 di quella che oggi possiamo chiamare,
a buon diritto, la old school IDM (ovvero la scuola Warp dei
celebrati Boards Of Canada, Sabres Of Paradise, Black
Dog, Aphex Twin e Autechre), con
tanto di proverbiali synth Korg, pianoforte e l'immancabile drum-machine
a costituire la strumentazione.
E così Ten Hours, traccia d'apertura che descrive le sensazioni
del viaggio aereo, trova la mano degli Autechre più ambientali (quelli
di Incunabula); Windy Wish Trees, prima
fermata a Tokyo, ricorda la grazia dei Boards Of Canada, e Cry Osaka Cry,
un giorno di pioggia nella città, omaggia l'Aphex Twin di On;
Pink Lilies e la title track (il cuore del lavoro) rappresentano un connubio
tra queste sonorità. In definitiva questo Lilies,
quarta fatica del berlinese sulla lunga distanza, è per tutti questi
motivi un lavoro valido, che tuttavia non aggiunge nulla a quanto detto ampiamente
dai gruppi che il musicista cita più o meno consciamente (i Boards Of
Canada soprattutto); foss'anche uscito nel 1994, sarebbe stato una copia minore
di Music Has The Right To Children. (6.2/10)