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AA.VV. - X Festival Internacional De Benicassim (Fib, 2004)

di Edoardo Bridda

Ben 56 artisti diversi per quattro ore di musica parlano chiaro: quest'anno gli organizzatori del festival più acclamato del pianeta hanno voluto dare egual spazio a tutti, pensando questa compilation all'insegna della diversità. D'altronde come poteva essere altrimenti per una manifestazione giunta alla decima edizione che oramai conta ben cinque giornate di eventi continui - dal pomeriggio a notte inoltrata – e quattro palchi concerto tra show e after party?
I cd di Benicassim ascoltati di fila (o meglio ancora attraverso lo shuffle del lettore) sono l'equivalente di una radio, e come ogni palinsesto che si rispetti troviamo diversi programmi, tutti mescolati tra loro: quello che tratta le realtà locali europee (i nostrani e promettentissimi Micecars, i madrileni Grupo Salvaje e i vincitori del premio Demo Project Virüs su tutti), quello che riguarda più in generale i musicisti emergenti (Static, Camping, Maga, The Sunday Drivers, Girls On Hawaii, The Nicotines, Pauline En La Playa, LA casa Azul, Los Planetas, Colder, Sluta Leta, Entre Rios, Her Space Holiday, Northern Lite, Organic Audio, The Kevin Yost Groupe, Scissor Sisters, Pleasure, Fangoria) e certamente quello delle promesse (non più promesse) del rock'n'roll (i più che sufficienti ma un po' troppo emuli Kings Of Leon, le buone rockettare Electralane - che tuttavia dal vivo devono ancora rodarsi -, i super famosi Franz Ferdinand, i decaduti Dandy Warhols - tra i pochi a non avere un album da proporre - e i derivativi del dark Blacktrobe); il tutto senza tralasciare trasmissioni su realtà indie mature e piuttosto conosciute in Europa (Lali Puna, Lambchop, Le Hammond Inferno, Soulwax, Teenage Fanclub, The Charlatans, Tindersticks), quelle sugli autentici miti (Felix Da Housecat, Primal Scream, Air, Einsturzende Neubauten, Wire e - squilli di trombe - Brian Wilson) e i "nel frattempo diventati famosi" (Patrick Wolf e Lcd Soundsystem).
Come evidenziato, la preponderanza dell'offerta verte sugli artisti emergenti (specie spagnoli) ma proprio questo aspetto del non noto o sentito prima, magari dell'ingenuo o perché no del "non farà la storia", fa di questa compilation una vera e propria radio sul presente europeo, un'identità che musicalmente auspichiamo maturi grazie appunto a compilazioni come queste.

(7.0/10)

4 cd
(Tutte le tracce sono proposte nella loro versione in studio)