
A volte ritornano. Potrebbe essere questo il titolo ideale per il ritorno degli Ui, precursori ante litteram della corrente più funk ed etnica del post rock (per intenderci, la strada che dai Tortoise arriva fino agli Him di Doug Scharin), precursori a tal punto da fregiarsi dell’appellativo di “Tortoise prima dei Tortoise”. Era dal discreto (anche se autoreferenziale) Lifelike del 1998, che Sasha Frere Jones & co mancavano da quella scena che oggi li vede inevitabilmente prolissi e ancorati a sogni passati.
È anche vero che il post rock “alla Ui” vive un momento
di carestia e imbarazzo, ma ripetersi all’infinito con esercizi di
indubbia tecnica ma tremendamente innocui sotto il profilo emozionale rischiano
quasi
di oscurare quanto di buono è stato fatto in passato.
Non basta l’ingresso del nuovo chitarrista Eric Sanko (Lunge Lizard, Yoko Ono, John Cale)
a dare linfa ad idee che sembrano del tutto assenti. In Answers le
cose da ricordare sono veramente poche: rimane giusto il funk alla Talking Heads di “Sunny Nights”, il groove cadenzato di “Answers”
e qualche nota sparsa qui e lì (come l’inizio della lunga ed
estenuante “John Fitch Way”). Per il peggio, basti
sapere che l’andamento hard funk di “Back Up” ricorda
da vicino gli ultimi Red
Hot Chili Peppers, con le restanti tracce a navigare
nella più totale stasi
creativa.
Onore agli Ui, senza di loro gruppi
come Fly Pan Am e Out Hud probabilmente
non esisterebbero, ma ora è arrivato il momento della pensione.
(5.0/10)