
Dietro al moniker Solar si cela la figura di Christian Straub,
artista di origini rumene classe ’77 figlio della scena dark-wave di
Amburgo, fosco giovine animato da una sensibilità scura e combattuto
tra un Dr. Jekyll-Reznor e un Mr Hyde-Fingers
Inc.
L’album, indubbiamente accattivante, ha il difetto della eccessiva
citazione, altalena tra buoni momenti e anonime ballate per sorprendere sul
finale. In Matthew, sembra che i Tuxedomoon facciano
la cover di One
Of These Days dei Pink Floyd; nelle
successive, Space
Kidz, Hedonism e Cutting Your Head Off, ritmiche d’assalto
post-kraftwerchiane di marca warp vengono sovraincise con l'house dei primi
novanta e i vocalizzi di
Nine Inch Nails e/o Clock DVA; mentre Set
The Rules e Stoned Eyes Ft Morbid_Monja sono torbidi lenti
con venature esotiche nello stile dark ‘80, con qualche spunto
di cd skipping negli arrangiamenti; infine, Only è un omaggio
agli Scorn, Trust
in Me ai Depeche Mode degli esordi e At Night With Her ai Boards
Of Canada.
Sono le tracce finali a costituire un’avanguardia di genere degna di
nota: in Tasogare
Seibei, il Nostro cala l’ascoltatore in una placenta di suggestioni
per fuzz, ritmiche dai pattern irregolari, attacchi trance filtrati in un
crescendo di tensioni, riassumendo abilmente alcune delle intuizioni emerse
nelle tracce precedenti, lo stesso per Memories, delirio trance
dalle tinte grigio pastello e il finale Untitled, capce di metter
in scena il rumorismo di scuola Lesser, Kid con la dark-trance amburghese.
Quando Solar esplora i territori dell’electro e della techno e fa sul
serio è un promettente alfiere, sorprende come sia ancora legato a
banali synth songs.
(6.0/10)