
Nuova uscita per la serie Mort Aux Vaches della Staalplaat dedicata a Samartzis,
compositore residente a Melbourne che, dopo l'esperienza Gum assieme a Andrew
Curtis, nel '95 ha cominciato una felice carriera solista. "Variable
Resistance" si apre con una pioggia di glitch che vengono affiancati
da liquidità sonore e prolungate elaborazioni del suono; una singolare
freddezza ne avvolge i diversi elementi minimali, i quali si vanno ad anteporre
gli uni agli altri in percorsi coincidenti, spesso in una progressione circolare
che agisce da climax reiterato dell'esecuzione. Un fragore crescente apre
"Deconstructed Windmills", presto sostituito da visioni caleidoscopiche
e frequenze vorticose. Un volo pindarico che si schianta improvvisamente negli
stridori intermittenti di "Soft And Loud" e nei suoi cupi scenari.
Il lavoro si risolve in un finale dove un minimo spazio sembra essere concesso
anche alla melodia, sebbene in forme destrutturate e inconsuete.

C'è aria di completismo per i Beequeen che tornano a pescare dal
passato con "Gund". Realizzato in 500 copie, l'album contiene quattro
tracce composte nel 1998 per un potenziale 12", raccogliendo una collezione
di atmosfere magnetiche e surreali che lentamente prendono forma dall'oscurità
che li avvolge. I suoni riemergono da una coltre nebbiosa per poi diradarsi
pian piano, porgendoci metamorfosi minimali di frequenze dai tratti evanescenti.
"Achterland" e "Rmx Wk 2001.10.30" fanno invece parte
di un album che avrebbe dovuto essere diviso con gli MSBR, ma la cui pubblicazione
è stata posticipata fino ad oggi nascondendo il lavoro che i Beequeen
hanno realizzato scambiandosi materiale sonoro coi giapponesi: vengono così
alla luce le algide interazioni fra elementi elettronici minimali avvolti
da un'aria rarefatta, quasi una versione speculare (ma più sporca)
del brano finale preparato dagli MSBR.
(7.0/10 a entrambi)