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Rod of Ruin – untitled (autoprodotto)

di Martino Lorusso

Dopo aver ascoltato le quattro tracce che compongono il demo dei Rod of Ruin, combo chitarra, basso & batteria di Firenze (ammesso di avere la pazienza di arrivare fino in fondo), viene spontaneo chiedersi: “chi aveva bisogno di tutto ciò?”.
Grunge della peggior specie: stantio, muffoso, mal prodotto e mixato (ci può anche stare vista la limitatezza dei mezzi a disposizione), e senza una sola idea che vada al di là dei soliti giri di quattro accordi di quinta tipici del genere. E soprattutto noioso, a partire da Let’s Go Outside, con il ritornello cantilenante a’ la Offspring periodo Smash, sino alla conclusiva No War (con un pizzico di Nirvana in più nel refrain), che farebbe venire voglia di alzare le mani anche al più pacato e innocuo dei pacifisti.

(4.0/10)

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