Dopo aver ascoltato le quattro tracce che compongono il demo dei Rod of Ruin,
combo chitarra, basso & batteria di Firenze (ammesso di avere la pazienza
di arrivare fino in fondo), viene spontaneo chiedersi: “chi aveva bisogno
di tutto ciò?”.
Grunge della peggior specie: stantio, muffoso, mal prodotto e mixato (ci può anche
stare vista la limitatezza dei mezzi a disposizione), e senza una sola idea
che vada al di là dei soliti giri di quattro accordi di quinta tipici
del genere. E soprattutto noioso, a partire da Let’s Go Outside,
con il ritornello cantilenante a’ la Offspring periodo Smash,
sino alla conclusiva No War (con un pizzico di Nirvana in più nel
refrain), che farebbe venire voglia di alzare le mani anche al più pacato
e innocuo dei pacifisti.
(4.0/10)