
Decimo appuntamento con la collana In The Fishtank. Questa
volta ad essere coinvolti sono Motorpsycho e la sezione fiati
dei Jaga Jazzist, accoppiata dalle affascinanti pretese e
dai risultati non da meno. Come al solito, è la label Konkurrent
a mettere insieme l’ennesimo split single tra due gruppi prima d’ora
accumulati solo dalla provenienza scandinava.
Norvegesi a confronto quindi: dai Motorpsycho ormai ci aspettiamo qualsiasi
cosa, dal metal all’indie pop, dalla psichedelia sino al pop floreale
delle recenti evoluzioni, mentre i Jaga Jazzist sono la promessa mantenuta
del nu jazz europeo.
Ascoltando il disco la sensazione provata è quella di due gruppi nati
per suonare insieme, un po’ come lo split, sempre per la serie In The
Fishtank, tra Low e Dirty Three. Ma, mentre in quell’occasione, il risultato
non era tanto difficile da immaginare, grazie al simile retaggio dei gruppi
coinvolti, qui era un tantino più intricato da pronosticare. Quindi
provo estrema ammirazione nell’ascoltare il dilatato space jazz tra
il Coltrane “interstellare” e certe colonne sonore
alla John Barry di Bombay Brassière. Pills,
Powders And Passion Play appartiene al repertorio dei Motorpsycho, qui
riproposta leggermente più dilatata e corredata elegantemente dai fiati,
Doffen Ah Um è puro groove da spy movie Hollywoodiano. Theme
De Yo Yo omaggia i campioni dell’improvvisazione Art Ensemble
Of Chicago, mentre la finale Tristano si dilunga per venti
accecanti e psichedelici minuti dove lo stregone Sun Ra sembra
guidarli dall’alto.
Rimane il rammarico d'un esperimento limitato a soli cinque episodi. Sicuramente
un disco da avere, sia per i seguaci dei Psycho che dei Jazzist. Ma non solo
per loro.
(8.0/10)