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Guther - I Know You Know (Morr)

di Edoardo Bridda

Guther è il cognome di Julia, una ragazza di Berlino che, assieme a Berend Intelmann, ha registrato I Know You Know, un album di pop casalingo per canto, chitarra e elettronica che prende ispirazione tanto dai Belle & Sebastian quanto dai Blacke Babies di Juliana Hatfield, cercando di aggiornare il tutto al twee sound morr-iano (che nessuno capito cos’è esattamente…).
L’esordio discografico pubblicato dalla Morr Music, propone 10 tracce che svelano un duo ancora acerbo alla ricerca di una propria strada. I testi parlano del rapporto ragazzo/ragazza mentre gli arrangiamenti sguazzano in un limbo di ovatta a base di carillon, fraseggi psichedelici minimi e drum-machine. A parte questa formula, per nulla originale, il limite più grosso dell’album è la quasi totale mancanza di varianti da un brano all’altro.
La Guther, che canta in inglese con una inflessione tedesca squadrando le melodie con una naturale attitudine teutonica, è la cosa più accattivante dell’intera collezione, tuttavia è difficile pensare a lei come a una nuova Juliana Hatfield o al suo disco come un prodotto che duri oltre l’estate 2003. Assecondando gli umori trasversali delle sotto-culture giovanili, il progetto Guther fa pensare perciò ad un marketing indie col fine di proporre idoli alternativi: da una parte, il mainstream con le proprie lolite ninfomani; e dall’altra la giovane Guther in canottiera stesa per terra nel suo appartamentino accanto ad un ragazzo che non la ama o pensa già ad un’altra.
Comunque sia, il manifesto Boys do not Think, a suo modo, è una canzone riuscita, forte com’è di un ritornello di facile presa basato su figure ritmiche di neworderiana memoria …non è di certo un capolavoro ma allieterebbe di sicuro delle feste in giardino sui colli bolognesi.

(5.0/10)

01. The Other Day
02. Boys Do Not Think
03. You
04. Personal Confusion
05. We Walk
06. Trouble You Cause
07. Taglieben
08. What She Felt
09. Deepest Blue
10. Complaint
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