Cronaca Vera - Musica Di Scarsissima Virtù (The Bear Records)

di Michele Casella

La curiosità e il divertimento che accompagnano il primo ascolto dei Cronaca Vera rappresentano solo l'approccio iniziale verso un album dai connotati prettamente inediti; quel che segue è l'interrogativo "Perché nessuno ci aveva mai pensato?".

In un periodo storico in cui l'informazione ha assunto ufficialmente il carattere della spettacolarizzazione e la soggettività è stata addirittura scavalcata dalla menzogna propagandistica, perché non avvicinarsi ai magazine scandalistici ed alle loro storie al limite della credibilità? La musica, sempre pronta a fagocitare ideali ed umori della vita giornaliera, soffre come mai in passato di testi al limite della demenza, ostinatamente alla ricerca del ritornello che possa tornare utile in funzione del passaggio radiofonico o televisivo.

E allora perché non abbandonare la forma poetica riappropiandosi della prosa? E perché non affidarsi alle pagine di un giornale talmente calato nella realtà e nella quotidianità del nostro paese da riuscire a vendere solo con la promessa dello scandalo da copertina? Il rock si nutre avidamente di questi ingredienti, assolvendo - al pari delle riviste che immancabilmente troviamo dal barbiere - al ruolo di cantastorie popolare e divulgatore di ideali, mode e topoi seduttivi. Andrea Lorenzet risolve buona parte di questi problemi nel suo primo album sotto il moniker di Cronaca Vera e ci riesce con una semplicità ed una serenità d'animo che fanno quasi pensare alla non-consapevolezza.

"Ho 23 anni e suono la batteria da dieci in vari gruppetti, ma poi alle prove ho sempre preso in mano altri strumenti e strimpellato. Ho finito così per avere una conoscenza decente degli strumenti necessari a fare un album rock: batteria, basso e chitarra." Il percorso artistico di Lorenzet, sebbene appena cominciato, ricorda quello dei grandi cantautori (giusto per citarne due del passato: Lou Reed e John Lennon) o dei leader dispotici di band sulla cresta dell'onda (di recente Richard Ashcroft dei Verve e Jason Pierce degli Spiritualized).

"La musica dei Cronaca Vera nasce da due importanti istanze: per prima cosa, il fatto di avere in mano le potenzialità di suonare tutti gli strumenti ti provoca frustrazione quando sei in un gruppo... vorresti fare tutto tu perché sai come farlo nel modo in cui piacerebbe a te... un po' sindrome da protagonismo, ma è così. La one-man-band Cronaca Vera è una risposta a questa frustrazione. In secondo luogo l'idea in sé è nata, come per tante altre cose, da una casualità. In quarta liceo, all'età di 17 anni, andai in vacanza al mare con dei miei amici e compagni di scuola. Nell'ombrellone di fianco al nostro un mio amico aveva notato una ragazza e voleva provarci.

Questa ragazza, al mare, sotto il sole, non si fece conquistare nonostante l'avvenenza del mio amico: stava leggendo Cronaca Vera. Mi sono chiesto allora di cosa parlasse questo giornale... da lì è nata una passione per quelle storie. Poi lo scorso agosto stavo sperimentando un nuovo programma multitraccia sul mio PC in sala prove e, per imparare a usarlo, dovevo registrare qualcosa... ho cominciato con una base drum machine dato che non avevo i microfoni giusti per la batteria... di fianco al balcone c'era un numero di Cronaca Vera con cui avevamo riso alle ultime prove: il collegamento è stato immediato ed è nato il progetto."

Di lì a poco è seguito un primo album dal titolo ironicamente programmatico: "Musica Di Scarsissima Virtù". La formula all'apparenza è abbastanza semplice e si basa sulla costruzione di brani strumentali che si intrecciano con gli articoli presi dal giornale già citato. Ad un primo ascolto è la parola a catalizzare l'attenzione, grazie al recitato ora composto, ora più concitato ed a tratti elettrizzato. La flessione della lingua veneta non è celata e si sposa alla perfezione col carattere popolare dei racconti, enfatizzandone l'artificiosità e rimarcandone l'aspetto sarcastico. Ma, in primis, grossa importanza è data al commento sonoro, il quale non si limita ad un tappeto ritmico su cui posare le storie, bensì ad un vero accompagnamento emozionale. "Inizialmente stendo una base di drum machine programmata con il sequencer, roba abbastanza semplice e lineare, che mi permette poi di improvvisare con la chitarra.

Il basso lo faccio per ultimo, appena prima della voce, perché ho bisogno di una visione d'insieme per "buttarlo giù". Di solito scelgo dopo la storia che si adatta di più alla musica che ho creato. La parte che mi piace di più registrare è quella chitarristica. Prima improvviso, sento com'è e salvo i riff che mi piacciono; poi cancello tutta l'improvvisata e ri-registro i giri che preferisco. È un processo che trovo molto creativo, anche perché cerco di renderlo più compatto possibile a livello di tempi. Credo che per i Cronaca Vera l'impatto nervoso ed emozionale sulla musica sia la cosa più importante anche a scapito della precisione d'esecuzione."

Il tutto si risolve in un ibrido post rock che assume le sembianze dei Dianogah nelle placide trame di "Sto Ancora Pagando", mentre richiama i giochi chitarristici di Gatto Ciliegio Contro Il Grande Freddo in "Lettere Due". Accanto alla "classica" storia di omicidio di "Agosto Suocera Arrosto" che suona come i Karate in accelerazione, si narra di uccisioni passionali causati dalle pressanti noie di un'amante troppo insistente ("Io Ero Stufo"), ovvero del finale a lieto fine che segue ad un orgia in un salone di bellezza ("Il Segreto Del Mio Matrimonio"). "Notte Col Parroco" si propone come possibile singolo grazie anche alla torbida storia di sesso fra Don Italo ed una timorata di Dio (durante una visita guidata ad un santuario estero) e viene seguita dalla precise dissertazioni sui vantaggi derivanti dalla riapertura delle case chiuse in "Operaie Del Sesso".

Tra la storia incestuosa di "Sono L'Amante Di Mia Sorella" e la selezione di missive dai tratti deviati di "Lettere", la voce viene talvolta alterata digitalmente, quasi a deformare un materiale narrativo così scottante. "La parola è la cosa che mi impegna meno, perché, molto semplicemente, non sono io a scriverla. Poi registrare la voce, invece, è faticosissimo: i nervi che prima mettevo nella chitarra, adesso arrivano direttamente dal plesso solare. L'ansia si manifesta nella sua completezza e questo è il segreto della voce sul disco. In realtà i Cronaca Vera per me sono una specie di medicina che, una volta presa, mi fa stare poi molto meglio."

"Musica Di Scarsissima Virtù" è un album così extra-ordinario, stravagante e riuscito che sembra difficile ipotizzarne un seguito per una ragione fondamentale: è irritante replicarsi. Di conseguenza ci si aspetterebbe un futuro artistico in cui lo stesso Lorenzet si dovrebbe dapprima cimentare personalmente con la scrittura di testi e narrazioni, per poi cadere necessariamente nella (accogliente ed elegante) morsa della forma canzone e del testo in forma poetica (e sintetica).

"Non so, non riesco a immaginare degli scenari futuri, ma magari andrà in questo modo. Intanto pensavo di far uscire una suite di venti minuti dal titolo "Oriana Fallaci". In realtà è l'ansia che mi guida, non ho le idee chiare sul futuro dei Cronaca, ma credo che i miei nervi ne sappiano sicuramente più di me... come al solito mi affiderò a loro."

01. Sento Le Voci
02. Io Ero Stufo
03. Il Segreto Del Mio Matrimonio
04. Notte Con Il Parroco
05. Lettere
06. Sto Ancora Pagando
07. Lettere Due
08. Agosto Suocera Arrosto
09. Operaie Del Sesso
10. Sono L'amante Di Mia Sorella
11. Sodoma E Gomorra
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