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Crescent - By The Roads And The Fields (Fat Cat)

by Lorenzo Casaccia

Residui di post-rock mescolati anni '90 con residui di residui dark anni '80. I Crescent sembrano essere uno dei bersagli preferiti della critica (nel senso che ne parlano male in tanti) ma almeno per questa volta ci va di difendere questa voce monotona che si avvolge intorno a un organo circolare.

Brani che fanno piacere in certi momenti un po' così (anche se potrebbe essere una canzone unica dall'inizio alla alla fine). Il resto lo fanno percussioni ossessive, dissonanze di fiati e deliri visionari (Fountains) o incroci di contrabbasso, piano preparato e xilofono (Straight Line).

Il disco è stato registrato in condizioni precarie e in tutta fretta. Fosse stato fatto con più criterio poteva uscirne qualcosa di grande.

(6.5/10)

di Gianni Avella

Ci sono voluti quattro anni per rivedere sulle scene i Crescent, periodo talmente lungo da temere l’estinzione di uno dei gruppi di punta della Bristol che, pur vivendo ai margini dei vari Tricky e Massive Attack, vede nei fratelli Sam e Matt Jones due dei cardini dell’intera “Bristol psycho” (si veda alla voce Flying Saucer Attack, Movietone, Amp).
Battezzati da una sempre lungimirante Fat Cat, la musica contenuta in By The Roads And The Fields è qualcosa che commuove e affascina, seduce e trasporta. Un trasporto sempre all’insegna del classico mood bristoliano, un permanente elogio alla lentezza che i nostri armonizzano con innesti di fiati, pianoforte, contrabbasso e suoni trovati nei posti più impensabili, come un cinema o una camera da letto.
La loro è come sempre un’attitudine scura, un continuo sovrapporsi di visioni, ora lisergiche (New Leaves è l’incontro inaspettato tra Jefferson Airplaine e Doors), ora rigorosamente dark (Spring sembra quasi una rilettura di In A Lonely Place dei Joy Division), quasi sempre dallo spirito jazz (Structure And Form suona come gli ultimi Talk Talk rapiti dal fantasma del Coltrane più fumoso), che accosta i Crescent a maestri del genere come Low, Galaxy 500 e Talk Talk.
Non un semplice album questo By The Roads And The Fields, ma un’opera dal valore inestimabile che solo la sfortuna potrà privarla di consensi riservati a gruppi che spesso ne meriterebbero ben altri…

01. Spring - 6:36
02. New Leaves - 4:10
03. Fountain - 6:24
04. Straight Line - 6:36
05. Mimosa - 2:59
06. River Debris - 4:56
07. Mica - 4:40
08. Structure And Form - 09:16
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