
Residui di post-rock mescolati anni '90 con residui di residui dark anni '80. I Crescent sembrano essere uno dei bersagli preferiti della critica (nel senso che ne parlano male in tanti) ma almeno per questa volta ci va di difendere questa voce monotona che si avvolge intorno a un organo circolare.
Brani che fanno piacere in certi momenti un po' così (anche se potrebbe essere una canzone unica dall'inizio alla alla fine). Il resto lo fanno percussioni ossessive, dissonanze di fiati e deliri visionari (Fountains) o incroci di contrabbasso, piano preparato e xilofono (Straight Line).
Il disco è stato registrato in condizioni precarie e in tutta fretta. Fosse stato fatto con più criterio poteva uscirne qualcosa di grande.
(6.5/10)
Ci sono voluti quattro anni per rivedere sulle scene i Crescent,
periodo talmente lungo da temere l’estinzione di uno dei gruppi di
punta della Bristol che, pur vivendo ai margini dei vari Tricky e Massive
Attack, vede nei fratelli Sam e Matt Jones due dei cardini dell’intera “Bristol
psycho” (si veda alla voce Flying Saucer Attack,
Movietone, Amp).
Battezzati da una sempre lungimirante Fat Cat, la musica contenuta
in By The Roads And The Fields è qualcosa che commuove
e affascina, seduce e trasporta. Un trasporto sempre all’insegna del
classico mood bristoliano, un permanente elogio alla lentezza che i nostri
armonizzano con innesti di fiati, pianoforte, contrabbasso e suoni trovati
nei posti più impensabili, come un cinema o una camera da letto.
La loro è come sempre un’attitudine scura, un continuo sovrapporsi
di visioni, ora lisergiche (New Leaves è l’incontro inaspettato
tra Jefferson Airplaine e Doors), ora rigorosamente
dark (Spring sembra quasi una rilettura di In A Lonely Place dei Joy
Division), quasi sempre dallo spirito jazz (Structure And Form suona
come gli ultimi Talk Talk rapiti dal fantasma del Coltrane più fumoso),
che accosta i Crescent a maestri del genere come Low, Galaxy
500 e Talk Talk.
Non un semplice album questo By The Roads And The Fields,
ma un’opera dal valore inestimabile che solo la sfortuna potrà privarla
di consensi riservati a gruppi che spesso ne meriterebbero ben altri…