
Torna Chris Clark, nuovo pupillo della Warp, dopo il promettente esordio
del 2001, Clarence Park, e il recente più eterogeneo EP
Ceramics is the Bombche già metteva in luce una maturazione
a livello compositivo e una maggiore padronanza dei mezzi espressivi.
Svanite le sfumature dancey e le smania giocosa del debutto, questa nuova
fatica porta a compimento la ricerca di Clark sullinterazione dialettica
tra melodia e ritmica (lartista esclude ulteriori sviluppi in tale direzione),
donandoci spaccati di elettronica che al rigore stilistico e alla perfezione
tecnica degli Autechre, uniscono unimprevidibilità di stampo
Aphex Twin e il lirismo estatico dei Plaid.
Clark, da molti sbrigativamente etichettato come lennesimo epigono dei
succitati personaggi, riesce a districarsi abilmente e trovare un delicato
equilibrio tra pattern ritmici di techno detroitiana, texture di suono dark-ambient,
aperture melodiche dal forte sapore futurista e una vena sottilmente psichedelica
à la Boards of Canada, che lasciano ben sperare per le prossime produzioni.
(6.5/10)