Anders Ilar è un sessuologo svedese che da un paio danni è tornato a fare musica incidendo proprio per la Shitcatapult il 12 Replik, per cui la critica ha coniato letichetta di techno invernale e anche questa prova sulla lunga distanza non si discosta molto dal suddetto filone, inanellando una di seguito allaltra, tracce di freddezza glaciale e algida eleganza stilistica, il suono che si potrebbe generare nel vuoto interstellare se non dovesse essere veicolato da un mezzo.
Alcuni episodi sono pure esplorazioni
ambient costruite su distese di synth riverberanti (Rare Islands,
Illusion of Summerbreeze), altri sono scanditi da beat metronomici
nella migliore tradizione di Thomas Brinkmann (Coastline), altri
ancora sono attraversati da bassi possenti e suoni di tastiere che sfumano
in gelidi echi e delay (Remember When). Peccato che gli ottimi
spunti iniziali siano oscurati da un paio di tracce del tutto superflue
e ridondanti, nel finale.
(6.5/10)