Progetto strumentale del trapanese Nicola Giunta, Mouse
and Sequencers è la novità più interessante in cui mi
sono finora imbattuto, tra i numerosi demo giunti in redazione.
In sintesi: elettronica povera composta al computer e su tastiere giocattolo,
arpeggi di folk bucolico dai tratti marcatamente lo-fi, ricavati da chitarrine
scordate, squarci sonori cinematici, esplorazioni space e disturbi digitali
a forgiare soundscape malinconici e riverberanti, dal forte impatto emotivo.
E’ proprio questa infatti la caratteristica cardine di questi bozzetti,
in grado di fondere con un’amalgama invidiabile i sapori delle esperienze
musicali più avvincenti degli ultimi anni, in ambito indie: la capacità di
insinuarsi sotto pelle, scavare nei ricordi, evocare fantasmi e formulare visioni.
Non si potrebbe chiedere di meglio a queste “colonne sonore per libri
non letti”, composte dal buon Nicola Giunta, schizzi notturni che richiamano
il Beck di Mutations come i Boards
of Canada più sognanti (Vaghi Pensieri di una Donna che Ascolta
la Radio, la Quale a sua Volta li Trasforma in Trasmissione e Viceversa – deliziosi
i titoli dei brani), l’elettronica dagli aromi retrò firmata Air (la
title track) come le fotografie morriconiane ad elevato tempo d’esposizione
(Cinematic Experience, traccia migliore del lotto). Una piacevolissima sorpresa.
(7.5/10)