
È importante rimarcare che Inside The Whale è il primo album pubblicato dai Miranda, band nostrana che ha già passato alcuni cambi di formazione negli anni passati. Ci occupiamo di questo disco a ridosso dell'abbandono di Gabriele Ragonesi (prontamente sostituito da Nicola dei Toy Koe), batterista che assieme a Giuseppe Caputo e Pietro Cafara aveva segnato a fuoco le sei tracce qui contenute.
La partenza di Bmx si propone come un accostamento di fasi più concitate e soluzioni più rallentate, nemmeno troppo distanti da quello che combinerebbero i Mogwai in un'instabile session assieme ai June Of '44. Involved Man si avvicina soprattutto alle fasi più bilanciate degli Slint, distendendosi su lenti movimenti indie che potrebbero appartenere alla produzione dei Karate; il tutto prima di un interminabile loop minimale che ci introduce alla melanconia di 'Fabyenne', traccia che non trattiene assolutamente nulla della tradizione musicale italiana ma che sembra provenire direttamente da una sala prove d'oltreoceano.
Lo slow-core di Val ci ricorda i momenti migliori dei New Year, tanto paiono delicate ed allo stesso tempo appassionate le chitarre di Caputo, subito sostituite dagli stridori più comunemente indie-rock di 'Toi' e dalla conclusione plumbea e ossessiva di Safe Trip. Inside The Wale è indubbiamente un gran disco, ineccepibile sia per cifra stilistica che per trasporto emotivo. Il modo in cui melodia e dissonanza sono mischiati ha del miracoloso per una band italiana e, se davvero dovessimo fare un appunto a quest'opera prima, con il prossimo album vorremmo ascoltare qualcosa di ancor più personale e inedito, meno free nella forma ed ugualmente obliquo nell'approccio.
Ma sono semplici annotazioni per un'ottima band alternative che si avvicina ai clamori del futuro.
(7.0/10)