
In passato io, Michele Casella e Stefano Solventi
abbiamo parlato a lungo dei Mogwai in una monografia che
trovate in questo sito. In quell’occasione, ricordo d’essermi
dilungato nell’esprimere l’emozione fisica che mi procurava l’ascolto
di certe tracce in crescendo della band e ora mi ritrovo a scrivere degli
Explosions in the sky (d’ora in poi EINTS), quartetto texano al secondo
appuntamento discografico, appuntando praticamente le stesse cose.
Appena è arrivato l'album infatti, obbligandomi ad accantonare
la personale convinzione di un format oramai logoro, ho buttato giù le
seguenti righe: “gli EINTS riescono a evocare trame sonore che
sono l’equivalente di lunghi piano sequenza dove l’occhio della
telecamera segue dall’alto un giovane in corsa attraverso grandi altipiani
inesplorati, dove le salite corrispondono al crescendo ritmico e dove il
cullarsi tra
note in circolo sono pari allo stupore e alla curiosità,
dell’assoluto piacere dell’essere lì, senza passato né futuro.
Tu e la collina verdeggiante, tu e la montagna innevata ”.
Penso tutt’ora quel che ho scritto la settimana scorsa, nel senso che
credo che quel formato canzone sia perfetto per sbloccare certe energie
dello spirito (giovanile), tuttavia, se devo recensire
quest’album
non posso esimermi dall’affermare che (e chi ha già capito di
cosa parlo saprà che…) si tratta della solita minestra, per giunta
con le variabili fondanti ridotte all’osso.
Non voglio mancare di rispetto ma è l’idea di base
che non è, a mio avviso,
più combustibile per la curiosità e la sperimentazione dei musicisti,
piuttosto un protocollo da seguire, o peggio, un dogma.
Con i Tied & Tickled Trio parlavamo
di giovani musicisti che oggigiorno studiano il Jazz dei Maestri allo stesso
modo dei fondamenti di analisi, ecco, questo è il concetto che voglio
esprimere in questa sede, perché questa è la
sensazione che mi danno gli EINTS.
Velocemente, sulle tracce dell'album, concluderei segnalando la prima,
l'unica veramente valida. First
Breath After Coma è degna dei Mogwai, una cavalcata
di note soffici trasportate da un freddo vento nordico. Tuttavia...
(4.5/10)