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Explosions in the Sky – Earth is not a cold dead place (Bella Union)

di Edoardo Bridda

In passato io, Michele Casella e Stefano Solventi abbiamo parlato a lungo dei Mogwai in una monografia che trovate in questo sito. In quell’occasione, ricordo d’essermi dilungato nell’esprimere l’emozione fisica che mi procurava l’ascolto di certe tracce in crescendo della band e ora mi ritrovo a scrivere degli Explosions in the sky (d’ora in poi EINTS), quartetto texano al secondo appuntamento discografico, appuntando praticamente le stesse cose.
Appena è arrivato l'album infatti, obbligandomi ad accantonare la personale convinzione di un format oramai logoro, ho buttato giù le seguenti righe: “gli EINTS riescono a evocare trame sonore che sono l’equivalente di lunghi piano sequenza dove l’occhio della telecamera segue dall’alto un giovane in corsa attraverso grandi altipiani inesplorati, dove le salite corrispondono al crescendo ritmico e dove il cullarsi tra note in circolo sono pari allo stupore e alla curiosità, dell’assoluto piacere dell’essere lì, senza passato né futuro. Tu e la collina verdeggiante, tu e la montagna innevata ”.

Penso tutt’ora quel che ho scritto la settimana scorsa, nel senso che credo che quel formato canzone sia perfetto per sbloccare certe energie dello spirito (giovanile), tuttavia, se devo recensire quest’album non posso esimermi dall’affermare che (e chi ha già capito di cosa parlo saprà che…) si tratta della solita minestra, per giunta con le variabili fondanti ridotte all’osso.
Non voglio mancare di rispetto ma è l’idea di base che non è, a mio avviso, più combustibile per la curiosità e la sperimentazione dei musicisti, piuttosto un protocollo da seguire, o peggio, un dogma.

Con i Tied & Tickled Trio parlavamo di giovani musicisti che oggigiorno studiano il Jazz dei Maestri allo stesso modo dei fondamenti di analisi, ecco, questo è il concetto che voglio esprimere in questa sede, perché questa è la sensazione che mi danno gli EINTS.
Velocemente, sulle tracce dell'album, concluderei segnalando la prima, l'unica veramente valida. First Breath After Coma è degna dei Mogwai, una cavalcata di note soffici trasportate da un freddo vento nordico. Tuttavia...


(4.5/10)

1. First Breath After Coma
2. The Only Moment We Were Alone
3. Six Days at the Bottom of the Ocean
4. Memorial
5. Your Hand in Mine
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