Immaginate i primi Scorn in combutta con i Jesus Lizard, o con gli Shellac. Prendete questi riferimenti con cautela, ma se volete una metafora fate detonare una bomba e sonorizzate quel che succede durante e immediatamente dopo: voci psicotiche che macinano/marciscono, graticole hard-psych, atmosfere salmastre figlie di uno stoner rock ridotto in poltiglia, tracciati neurali in elettrostasi terminale

La scheda tecnica suona così: The Resisting Dreamer è un maxi EP di 37 minuti in quattro parti, parto di un collettivo che comprende tre Pelican, un Kayo Dot e un Breather Resist. Rispettivamente Trevor de Brauw, alla chitarra, Laurent Schroeder-Lebec al basso e Larry Herwig, alla batteria ai quali si aggiungono Evan Patterson (Breather Resist) e Toby Driver (Kayo Dot), neo entrati in formazione oltre che responsabili delle lyrics e degli effetti. C’è un lavoro precedente a questo, più post-grind e meno interessante, a cui preferiamo di gran lunga questo The Resisting Dreamer sia per complicazione delle trame sia per un limbo in cui cocciutamente si mimetizza.
È una sberla alla brutalità maschia di cui sia il metal che il grind si nutrono da sempre. Psiche che s’agitano e domandano piuttosto di menti che propugnano e danno certezze. In entrambi i casi, nessuna soluzione neanche per i Tusk se non l’eterna sofferenza e – ovviamente – un certo nichilismo (code lunghe di riverberi, crogiolo nelle basse frequenze ecc.). Aspetti quest’ultimi non sconvolgenti con ascolti Novanta alla mano (Scorn e catalogo Touch’n’Go ovviamente) ma che determinano una ricerca più interessante rispetto a qualsiasi retorica post-metal in circolazione di natura ultrascientifica o in perenne adorazione del riff pesante che dir si voglia (vedi report Primavera Sound 2007 alla voce Pelican e Isis, ma anche gli ultimi Earth). (6.7/10)