
Che il tedesco Hanno Leichtmann, titolare del progetto Static, faccia parte del giro dell’indietronica che conta è quasi banale dirlo. Basta infatti ascoltare questo nuovo lavoro, Re: Talking About Memories, per capire dove la musica andrà a parare: ritmiche sintetiche e – a volte – irregolari, tastiere che coesistono con chitarre appena accennate e qualche sporadico intervento vocale. L’iniziale Return Of She è il manifesto programmatico dell’arte di Static, che riassume al meglio tutti i tratti caratteristici dell’indietronica con l’aggiunta della voce apatica e post-moderna di Ronald Lippok dei Tarwater. Ed è anche il punto più alto e convincente del disco, che col passare dei minuti sembra perdere un po’ di personalità tra tentazioni electro mutuate dai To Rococo Rot (A Song For You) e dimenticabili ballate folk-troniche (Never Never e Point Of Hope).
Le influenze che saltano fuori all’ascolto inevitabilmente diminuiscono l’effetto sorpresa di un cd che, a conti fatti, mira ad altro. Il piede seguirà il tempo rotondo di Colours In Patches senza chiedere certificati di origine controllata, così come la testa andrà ritmicamente su e giù con Sync & Sake, mentre il cuore batterà per la conclusiva e beatlesiana The Moon Had A Crack. Ma è chiaro che tra un’infatuazione e un innamoramento ce ne passa parecchio.
(6.5/10)