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Critica
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Prefuse 73

di ©2006 Daniele Follero
PAGINA IN AGGIORNAMENTO

 

 

 

  • I've Said All I Need To Say About Them Intro
  • Hide Ya Face Featuring Ghostface & El-P
  • Bad Memory Interlude One
  • Ty Versus Detchibe / Featuring Tyondai Braxton
  • Expressing Views Is Obviously Illegal
  • Pastel Assassins / Featuring Claudia & Alejandra Deheza
  • Pagina Dos / Featuring The Books
  • Silence Interlude
  • Now You're Leaving / Featuring Kazu
  • Gratis / Prefuse Vs. Pedro
  • We Got Our Own Way / Featuring Kazu
  • Mantra / Featuring Tyonadai Braxton
  • Sabbatical With Options / Featuring Aesop Rock
  • It's Crowded / Featuring Claudia Deheza
  • Just The Thought / Featuring Masta Killa & Gza
  • La Correcion Exchange / Featuring Dj Nobody
  • Hide Ya Face / Reminder Version
  • Morale Crusher / Featuring Beans
  • Minutes Away Without You
  • Rain Edit Interlude
  • And I'm Gone / Prefuse Vs. Piano Overlord Vs. Broadcast Vs. Cafe Tacuba

Surrounded By Silence (Warp / Wide, 2005)

di Daniele Follero

Contaminare l’elettronica con le radici afro-americane dell’Hip hop o agevolare la trasformazione dell’hip hop attraverso una particolare attenzione per i suoni elettronici? Da qualsiasi punto di vista li si veda, questi due fenomeni rappresentano la doppia faccia di una stessa medaglia, due volti di uno stesso processo di cambiamento, del quale Scott Herren alias Prefuse 73 si fa portavoce autorevole da ormai cinque anni e tre dischi. Parlare di Prefuse non solo vuol dire fare riferimento a uno dei più significativi esponenti di un genere musicale che si rivolge a una “scena” ben precisa, ma anche a un nuovo modo di intendere la costruzione del ritmo. Estremizzando la più che collaudata tecnica del cut-and-paste, Herren costruisce il ritmo attraverso samplers distanti anni luce tra loro, prima frammentando la materia musicale per poi ricostruirla a proprio piacimento. Legato molto all’hip-hop e al soul, lo stile di Prefuse 73 inserisce nell’elettronica un elemento tipicamente “nero”, ritmico, fisico, quasi sempre escluso dal vasto panorama electro. Le atmosfere ambient si tingono di soul, il glitch va a braccetto con l’hip hop senza che nessuno dei due debba concedere qualcosa all’altro.

Surrounded by silence ha molto il sapore della svolta o, se non altro, di un cambiamento significativo. L’”ammorbidimento” delle sonorità, la predilezione per atmosfere soul e jazzy sono sintomi chiari di questa trasformazione, che prova a storicizzare l’hip hop, trasformandolo da genere autonomo a codice stilistico, elemento musicale a cui attingere, insieme di gesti musicali con degli specifici significati. Il rapping diventa un elemento musicale come gli altri, da plasmare e non da seguire.

La inusuale mole di collaborazioni (praticamente quasi una per brano) rende quest’album anche una sorta di sfida tra Scott Herren e la musica: gli artisti che offrono la loro voce appartengono a mondi musicali molto distanti, tenuti insieme dai collage di Prefuse 73. Si va dall’hip hop più “ghetto style” di Ghostface (Hideyaface) alle sperimentazioni vocali di Beans (Morale crusher), passando per le atmosfere soul di Now you’re leaving (con Camu) e il dream pop di we go our own way, con la splendida voce di Kazu Makino dei Blonde Redhead. Ma da solo Prefuse riesce a fare anche meglio, con piccoli gioielli electro (chiamati interludi) che si trasformano, di volta in volta, in deliri progressive (Silence interlude) o in pure sperimentazioni sui campionamenti (Rain edit interlude).

Una conferma e una novità allo stesso tempo: l’electro hip hop è nelle sue mani. (7,5/10)

 

 

 

 

 

  • The Letter: “P"
  • With Dirt And Two Texts - Afternoon Version
  • Illiterate Interlude
  • Keeping Up With Your Quota
  • No Special Bed
  • Weight Watching
  • When The Grip Lets You Go
  • Another One Long Gone
  • Always It’s Gonna Be Like That
  • Creating Cyclical Headaches - With Four Tet (Kieran Hebden)
  • Awakening To A…..
  • With Dirt and Two Texts - Later Version With Love
  • No Origin
  • One Star And Three Stripes
  • Mud In Your Mouth
  • Breathe
  • Matrimonioids ..... (For Elivin + Susana Estela)
  • We Leave You In A Cloud Of Thick Smoke And Sleep Outro - Feat. Babatunde Adebimpe (From T.V. On The Radio)

Security Screenings (Warp / Self, 6 febbraio 2006)

di Daniele Follero

Scott Herren è in stato di grazia e lo dimostra ancora una volta. Stavolta da solo e con un mini ellepi (se così si possono definire i quaranta minuti di durata di questo disco): una sola collaborazione, con l’amico Four Tet (Creating Cyclical Headaches). Tutto il resto è farina del suo sacco e si sente.
Se Surrounded By Silence aveva dato ampio spazio a forme più simmetriche, seppure costruite con la sua amata tecnica del collage, Security Screenings accentua la coerente “sregolatezza” di Prefuse nel mettere assieme i più disparati sampler senza soluzione di continuità.

Più che Dj Shadow, nel suo uso dei campionamenti ricorda Dj Spooky: destrutturando le logiche costruttive dell’hip-hop e frullandolo in un amalgama musicale multiforme, Herren si distacca da qualsiasi interesse funzionale (leggi ballabilità) della sua musica, combinando insieme i suoni quasi a voler creare oggetti artistici, che richiedono contemplazione più che partecipazione fisica.

Dal piacevole marasma di sampler appiccicati senza seguire la logica della “buona continuazione”, a volte la materia musicale si fa più controllabile e rassicurante, come nelle atmosfere ambient della conclusiva Matrimonioids o nel glitch di With Dirt And Two Texts.
Nella composizione dell’album, brani di una certa lunghezza sono intervallati da veri e propri “siparietti” in cui Prefuse scatena nella maniera più libera possibile la sua ironia, fino a schernire se stesso attraverso la voce di un giornalista che non vede molto di buon grado il suo ultimo disco.

Brillante, vitale, innovativo e un po’ anarchico, Scott Herren è già di fatto una grande realtà nel panorama dei Dj-produttori-virtuosi e il suo modo di (de)comporre sta acquisendo sempre di più le caratteristiche di uno stile personale. (7.0/10)

 

 

 

 

 

  • From the East Intro
  • Beaten Thursday
  • Aborted Hugs
  • The Class of 73 Bells [ft. School of Seven Bells]
  • Girlfriend Boyfriend
  • Smoking Red [ft. John Stanier]
  • Prog Version Slowly Crushed
  • Noreaster Cheer
  • Let It Ring
  • 17 Seconds Interlude [ft. Tobias Lilja]
  • I Knew You Were Gonna Go
  • Pomade Suite Version One
  • Spaced + Dissonant
  • Preparation Outro Version

Preparations (Warp / Self, 14 settembre 2007)

di Alarico Mantovani

Come ogni disco di Prefuse anche questo quarto nuovo album è un lavoro che più lo mandi giù e più si tira su. Eh sì, perché come ben si sa, qui non stiamo parlando di un parvenu ma di un tipo che ha coniato uno stile. Uno da annoverare nella cerchia di quei produttori estrosi, obliqui e raffinati che, come il collega Dabrye, si sono guadagnati la stima incondizionata di un'ampia schiera di rapper di razza.
E dunque ecco Preparations, che in CD uscirà doppio, in coppia con un altro disco “ombra”, Interregnums, una raccolta di composizioni classiche moderne composte e suonate da Herren, utilizzando violoncello, clarinetto, piano ed altri strumenti, totalmente prive di beats, in perfetta dialettica con Preparations. Per ora non ci è dato sapere di più ma le reazioni di alcuni suoi amici lo immortalano come un “sad-ass soundtrack” e questo basta per accrescere la nostra curiosità.

Le collaborazioni sono poche ed oculate: non più la parata di stelle - peraltro efficace - di Surrounded By Silence, bensì la volontà di concentrarsi totalmente sulla ricerca musicale. Non rilevantissime le novità stilistiche, benché il tour con gli amici Battles abbia creato più di un positivo feedback in questo senso. E se nell'album precedente il compagno di merende era stato Tionday Braxton, in questo caso uno degli apici del disco Guillermo Scott Herren lo tocca insieme al grande John Stanier (ex batterista degli Helmet,): sentite che razza di bomba è Smoking Red ed annuite quando ad un tratto una voce campionata recita: “Every day is just an extension of yesterday...”. Parole sante. Eccitante anche il singolo, School of 73 Bells, con la partecipazione degli School of Seven Bells, così come sono gratificanti a livello cerebrale e passionale gli highlights del disco: Girlfriend Boyfriend, Prog Version Slowly Crushed e Let It Ring. Nell'ultima parte arrivano i numeri più “sperimentali”: Pomade Suite Version One ha struttura e sapore prog ed è proprio qui che si percepisce maggiormente l'affinità con i compari Battles. Alla fine, con Preparation Outro Version, si lascia da parte l'hip hop verso scenari ed immaginari elettroacustici ancora da definire. Bene così. (7.5/10)