
Album doppio e senz’altro celebrativo per il veterano Rephlex Gianluigi Di Costanzo: da una parte una collezione di rarità a inserirsi nel solco del revival “intelligent” primi Novanta, dall’altra un disco d’inediti che poi tali non sono dato che le suggestioni e gli ambienti sono – meravigliosamente - i medesimi. Nessuna fuga in avanti dunque, neanche complicazioni frattali, Gianluigi attinge allo sci-fi versante emozionale dell’etichetta di R. James, precisamente la placenta elettronica che s’interseca con il gusto del vecchio compagno Tom Middleton (e qualcosa aerea alla Seefeel) ma non solo. R.O.B missa tracce Ottanta e drum’n’bass dal taglio morbido, il lato più smaltato dell’aicd trova la braindance più essenziale.
Complice un ritrovato insegnamento Kraftwerk e un amore “adulto” per i videogiochi (che evita accuratamente ogni gioco speedy di cui non c’è proprio alcun bisogno ora), il doppio tomo parla di un’astronave in rotta verso casa, il motivo è un Graal particolarmente sentito di questi tempi, una classicità IDM voluta, ricercata e alla fine trovata. Con sintesi e umiltà (ed evitando così alcune trappole del circuito Mu-Ziq Rephlex quali il culto della personalità e gli eccessi di ego), Di Costanzo ripaga e si porta molto vicino a quello che è senz’altro il cuore della faccenda. (7.0/10)