Come far confluire talpe e gallerie d’arte, mondi sotterranei e punk, performance avanguardistiche e molto altro ancora senza perdere le coordinate… Benvenuti nel mondo di Nico Vascellari e dei With Love.

L’uscita di A Great Circle per una delle più importanti e hype etichette statunitensi, la GSL (già casa tra gli altri di Mars Volta e !!!), rappresenta l’occasione giusta per approfondire finalmente il discorso With Love. Il quartetto veneto è infatti il fiore all’occhiello della scena underground italica, sia per il percorso strettamente musicale che porta avanti ormai da quasi un decennio, sia per quello legato ad uno dei suoi componenti, Nico Vascellari, cantante e ormai artista di grido nelle arti visuali e performative.
Dalle evoluzioni screamo crust-core degli esordi al prisma luminescente rappresentato da A Great Circle, i With Love hanno portato e portano avanti un discorso musicale e non solo tra i più interessanti e affascinanti dell’intera scena italiana. Il confine, se di confine si può parlare in termini musicali, si sposta magicamente in avanti ad ogni singola uscita grazie all’alchimia creatasi all’interno di un quartetto all’avanguardia nel senso etimologico del termine, capace cioè di rivoluzionare e rivoluzionarsi ad ogni passo senza remore né blocchi di sorta …in cui le istanze meramente musicali non possono prescindere da quelle più ampiamente artistiche rappresentate dal frontman Nico Vascellari e viceversa.
Un percorso che vede come temporaneo punto d’arrivo il nuovo cd/dvd A Great Circle appunto, uscito da poco sotto il prestigioso marchio GSL in un lussuoso package in cui ogni dettaglio è curato nei minimi particolari. A suggello del rapporto con l’etichetta americana i With Love hanno poi intrapreso un tour americano piuttosto ampio, in compagnia di un altro gruppo targato GSL, gli Year Future del padrone di casa Sonny Kay, indimenticato leader dei seminali VSS; tour che li ha visti ottenere grandi riscontri di critica e di pubblico e che si è dipanato per oltre 20 date nella costa est degli Stati Uniti e del Canada.
E’ stata una bellissima esperienza sin da quando ci siamo trovati insieme a New York a provare in una sala prove di Brooklyn sotto un piccolo bar messicano. Partendo dalla data a Washington finita in delirio collettivo assieme a Ian Svenonius, passando attraverso il furto in un pub di un enorme Spider Man riempito di gomma piuma, per concludersi con il nostro ultimo concerto a New York interrotto dalla padrona del posto dicendo che eravamo troppo chiassosi…in generale direi che abbiamo incontrato persone ospitali e professionali e un pubblico molto curioso, accogliente e eterogeneo.
In America non esiste lo squat. Ad eccezione di questo non direi di aver notato particolari differenze. Un concerto punk si può imbastire in poche ore li come qui in ogni sorta di luogo.
Con With Love abbiamo suonato in bettole di montagne e club, sagre paesane e squat, garage e salotti di amici qui in Italia cosi come negli Stati Uniti, Europa e in Giappone. Se vi trovate a New York vi consiglio di visitare il sito di Todd P, promoter locale sempre pronto nel segnalare concerti indipendenti nelle situazioni più svariate.
La struttura di base del concerto ruotava intorno alla scheletro centrale della colonna sonora di A Great Circle. Abbiamo stabilito delle parti in cui ognuno di noi avrebbe potuto trascinare il resto della band in un’improvvisazione oppure verso qualche canzone da Tuoni fulmini e saette oppure I Love Cul De Sac. In linea di massima si è sempre propeso per un’improvvisazione. Le reazioni direi sono state molto positive e incuriosite. Abbiamo avuto diverse proposte per futuri tour e progetti che concretizzeremo quanto prima.
Il rapporto con Sonny Kay e’ nato diversi anni fa dopo il tour fatto insieme ai Locust di cui lui era al tempo tour manager. Sonny aveva inserito i live di With Love nella sua playlist di fine anno. Da allora siamo sempre rimasti in contatto. Ci siamo rincontrati un paio di anni fa al festival di Ieper in Belgio dove ho avuto modo di parlargli di A Great Circle che era quasi ultimato. Gli ho inviato il trailer e la registrazione dell’album come mi aveva chiesto e da li e’ nata la sua proposta.
Mi piace e interessa quando effettivamente necessaria. Mi riferisco al completamento dell’opera sia essa musicale o artistica. Credo che in questo preciso momento molti musicisti sentano particolarmente necessario personalizzare ed arricchire i propri album in modo da renderli più appetibili al pubblico sempre più incline a scaricare le tracce via internet trascurando fattori talvolta inscindibili come il packaging e la veste grafica.
Il parallelo cassetta/cd-download trovo sia corretto. L’aspetto democratico e popolare di questi fenomeni penso sia molto positivo considerando anche il costante rincaro dei cd-dvd-vinili. Con il tempo comunque gli artisti-musicisti (e loro case di produzione) svilupperanno sicuramente le tecniche per girare anche questo a proprio favore, nel frattempo io rimarrò in ogni caso un amante dell’oggetto, feticista delle copertine e degli inserti che aggiungerò alla mia collezione.
L’idea della perdita di un frammento dell’opera trovo personalmente possa essere intrigante e probabile generatrice di nuove fantasie e significati il che non mi dispiace affatto.
Ho sempre dato enorme importanza alla scelta dei luoghi in cui inscenare le mie azioni.
A Great Circle e’ in particolar modo legato ad un’idea di “fuori luogo”… penso per esempio al concerto di With Love in una delle piccole stanze della galleria che ha ospitato “Buio primario” comunicato parallelamente al mondo della musica e a quello dell’arte nel tentativo di creare una sorta di spaesamento nel momento in cui l’azione è andata in scena.
Non c’e’ differenza tra medium e messaggio. Azione e video si compenetrano a volte armoniosamente altre volte collidendo in maniera apparentemente sconnessa.
Nel momento della performance il luogo diviene un territorio all’interno del quale impongo le mie regole. Sento il bisogno di rendere evidente la scelta di un posto e il fatto che me ne sono impossessato. Lo difendo. Lo apro agli estranei quanto e quando sento necessario.
Né l’una né l’altra cosa. Pur essendo consapevole della settorialità e della chiusura che sia il punk e l’arte hanno io ho semplicemente sentito naturale e necessario questo spostamento.
Se possibile cerco di non scindere la mia persona in parti anche perché non ho particolare consapevolezza di dove inizi una e dove finisca un’altra.
A Great Circle è nato come progetto autonomo alla band. Avendo però percepito sin da subito l’influenza che l’esperienza con With Love aveva avuto nel mio concepire il progetto ho pensato che la cosa migliore fosse proporre la partecipazione diretta al resto del gruppo. Quando ho portato a termine le tre performance che compongono il video avevo idea di come avrebbe dovuto essere il montaggio e possibilmente la musica.
Sono partito con un pre-montaggio che ho discusso in sala prove con il resto di With Love. Una volta imbastita la musica sono ritornato al video e poi nuovamente alla musica. In studio di registrazione con un monitor vicino.
Non e’ esattamente un coinvolgimento con Sunn O))). Il mio prossimo progetto intitolato Cuckoo (28 novembre VIAFARINI, Milano) prevede una sonorizzazione creata insieme a Stephen O’Malley dei Sunn O))) e John Wiese, che con loro ha collaborato ad alcune tracce dell’album Black One e nello split con gli Earth oltre che avere una vastissima e ottima discografia solista.
Parte di questa sonorizzazione verrà registrata durante una performance live che si svolgerà il giorno dell’inaugurazione all’interno di un’installazione in legno e marmo, il resto in uno studio nei giorni successivi. Da qui un nuovo video e un nuovo disco…
Stiamo lavorando a nuove canzoni in cui la presenza degli strumenti a corde sta incominciando a diminuire. Ogni “prossimo disco” deve essere una sorpresa . Soprattutto per noi.
Libro : Paolo Palma - New Alphabet, Wim Crouwel e la tipografia sperimentale
Mircea Eliade - Shamanism
Film : Miranda July – Me And You And Everyone We Know
Alejandro Jodorowsky – El Topo
Tre dischi ascoltati mentre ti rispondevo:
Ulver - Blood Inside
Xasthur/Leviathan - split
Jacob Kirkegaard - Eldfjall


L’omonimo disco d’esordio dei With Love, pur inserendosi in pieno calderone scremo, gode già di una personalità piuttosto rara da riscontrarsi nei gruppi italiani. La lingua usata dal quartetto è l’italiano, scelta che verrà poi abbandonata già dal successivo I Love Cul De Sac e si intravede già, in forma embrionale, quella ricerca dei suoni che sposterà il tiro del quartetto verso lidi sempre più avanguardistici (si veda l’aggrovigliata convulsione centrale di Un solo concetto).
L’introduttiva Ciò che ho rende l’idea della dicotomia esistente in seno al gruppo: assalto screamo, più rilascio in forma di arpeggio melodico, tra l’evocativo e il bucolico. Sintomatico delle potenzialità ancora da esplorare dei trevigiani è un pezzo il cui titolo, Prospettive per il futuro, la dice lunga sugli obiettivi del gruppo: arpeggi emo, refrain quasi black, stacchi melodici, disperazione crustcore, si innestano l’uno nell’altro mentre la voce di un giovane Nico si sposta tra vari registri. Un disco acerbo com’è giusto che fosse, vista l’inesperienza dei trevigiani, che mostra tutta l’urgenza dei quattro e, particolare non indifferente, non ha perso un grammo della sua brutale aggressività. A giudicare dagli input presenti, la notevole distanza tra questo esordio e A Great Circle non è così ovvia come potrebbe apparire a prima vista. (6.5/10)

In meno di due anni i With Love compiono passi da gigante. Abbandonata la lingua madre, i Nostri mostrano una evoluzione stupefacente in termini di resa sonora e obbiettivi. All’intro di Blood Is Blood Even It Looks Like A Smile, che mostra come il quartetto sappia giocare e gestire l’elettronica, fa seguito Swallowing Indigestible Food un assalto all’arma bianca in puro stile scremo, qualcosa che rimanda ai gloriosi fasti di gruppi della west coast come i primi Neurosis.
Pezzi brevi e intensissimi, strutturati intorno alle urla belluine di Nico e agli strumenti portati al loro massimo, che lasciano intendere che gli steccati di genere – indie, noise, screamo, hc? – stanno ormai stretti al gruppo. L’impatto sonoro è se possibile ancor più incompromissorio; spariscono o quasi i delicati arpeggi, ormai surclassati dalle folate noisecore brutali ma mai autoreferenziale. La voce è ora un rantolo, ora un grido allucinato e senza speranza; gli strumenti macine senza pietà.
Il gruppo è ancora lontano dalla forma sonora insieme astratta e violenta di Tuoni fulmini saette, ma la dicotomia entro cui è compreso tutto il loro mondo si nota benissimo in Welcome o in Tongue Illustrations: sfuriate strumental/vocali e dislessie armoniche, stasi e movimento cinetico. Su tutto un assordante e disperato urlo munchiano.
I With Love del secondo album sono una vera e propria macchina da guerra pronta alla conquista del mondo. (6.8/10)
Nell'intervallo tra questi due primi passi e la definitiva consacrazione di Tuoni fulmini saette, i nostri affilano le armi con alcuni pezzi vinilici di piccolo formato fondamentali per capirne l'evoluzione sonora. Il 7" Wolf In A Modern Fairy Tales (Green Records, 2002) è un due pezzi che si pone sulla scia di I Love Cul De Sac col suo brutale mix di scremo e hc vecchia scuola, ma che offre nuove coloriture ai singoli pezzi. A Cak With A Long Long Tail vive nella sua parte centrale di una alternanza tra rilassatezza quasi ambient-doom e scatti di hc nevrotico, mentre in Thanks God For Blisters prevalgono influenze più marcatamente wave. Iceage Generation (Heroine, 2003), è invece un 7" limitato a 333 copie con un solo lato inciso, mentre sull'altro si trova un etching manufatto dallo stesso Nico, già artista di grido. Il pezzo è legato a Tuoni fulmini saette sia perché uscito per la stessa label, sia perché finirà su quell'album come traccia nascosta. In questi cinque minuti scarsi si trova condensata la svolta del gruppo: cacofonie noise, overdubs e rumorismi vari ad introdurre svisate hc miste a forti reminiscenze wave. Il futuro passa per forza di cose da qui. Il 2003 è dunque il momento di svolta per il gruppo visto che usciranno in rapida successione i 3 split album che poi, raccolti dalla Heroine, usciranno con il nome Tuoni fulmini saette.

I With Love di Tuoni fulmini saette passano da hard-core allo stato arty-core. Congedatisi dalla Green con il profetico Wolf In Modern Fairy Tales, i trevigiani nel 2003 rilasciano per Heroine Records Iceage Generation, 7” di peculiare fattezza wave che seguito da un trittico di split-single del medesimo anno – Tuoni con Exelar, Fulmini con Hk e Saette con Climatizado – va a delineare il nuovo lavoro.
I Love Cul De Sac è lontano quasi un lustro e la sua eco, principalmente in episodi come The Temperature Of Boredom, Scared Scratched Heart e A Day, colpisce al solito spasmodica. Nonostante ciò, l’impulso crust ora si presta ad una duttilità che trasfigura la forma canzone in qualcosa che non esitiamo a definire new-wave (Boredom Again richiama velatamente i primissimi Killing Joke). I With Love diretti ed essenziali del recente passato giocano di riflesso su se stessi: distorcono gli incisi doom e li dilatano in lande cosmiche (il groove palustre An Ocean Of Nerves; lo sludge protratto per undici minuti di Three Days Under The Ground), si incuneano nel noise di fine ’900 (Bush Is An Arab è lo scontro mai ipotizzato tra Girls Against Boys e Brutal Truth), alterano le palesi ansie wave (la traccia nascosta – in pratica Iceage generation – sembra genia di qualche oscura formazione di fine ’70); sostengono, di fatto, che anche in Italia l’hc è un meticciato di periferiche vedute.
La produzione, analogica e priva di artifici, conferisce al sound dei With Love un impatto non dissimile dalle loro esibizioni live e il timore di una discordanza tra elementi, vista la diversa natura delle session, viene scongiurato sin dal principio.
Opera basica e pe(n)sante, Tuoni fulmini saette concede il lasciapassare a Vascellari & Co per il rinomato roster Gold Standard Labs, che si aggiudica le prestazioni dei nostri in vista dell’ambizioso progetto A Great Circle. (8.0/10)

Dopo Larsen, Ovo ed i pendolari Zu, anche i With Love transitano al di là del Bel Paese. È la californiana GSL (!!!, Out Hud, Kill Me Tomorrow e Locust nel rispettabilissimo catalogo) ad assicurarsi A Great Circle, sontuoso progetto audio/performativo nato da un idea di Nico Vascellari e accompagnato musicalmente dai suoi With Love. Partito da una ricerca sulle talpe – “creature che creano fisicamente un’unione tra mondo sotterraneo e superficiale”, parole di Vascellari – A Great Circle racchiude tre performance del vocalist, Buio primario, Glitter secondario e Nodo terziario, per altrettante location e musicalmente si compone di un’unica, lunga traccia idealmente suddivisa in nove movimenti.
Un’opera figlia del senile costrutto suite prog, ossia estendere il brano in più movimenti legati tra loro, che marca l’ennesima evoluzione dei With Love: se Prelude e Glitter secondario si riallacciano al cavernoso doom di Tuoni fulmini saette, la rabbia crust collide con l’avant-rock di stampo Orthrelm (First Scream, Second Scream e Cable Theme II) e Vascellari gorgheggia manco fosse posseduto dallo sbarazzino spirito Les Claypool (Nodo terziario). (8.0/10)

Il Dvd (ri)assembla le tre performance di Vascellari – Buio primario (Galleria Biagiotti, Firenze), Glitter secondario (Tent Museum, Rottedam) e Nodo Terziario (presso Ronchi dei Legionari) – tenute in tempi e luoghi diversi ma legate ad un unico ciclo, incentrato sulla fascinazione dell’artista per la talpa.
La versione finale è frutto di un processo di rielaborazione in studio sia dei video delle performance che delle musiche live. Dopo un pre-montaggio da parte di Vascellari, le session di registrazione della colonna sonora sono avvenute in contemporanea con la proiezione del video in sala prove. Questo ha permesso che i due corpus (video ed audio) interagissero l’uno con l’altro al fine di ottenere una sorta di rimescolamento sia del montaggio delle singole performance, sia delle idee musicali.
Da un’oscurità quasi amniotica lacerata da bagliori improvvisi di luce si è introdotti nel mondo visivo di Vascellari: un mondo caotico e irregolare, pluristratificato ma al tempo stesso suadente e cullante, un caleidoscopio multicolore e a diverse velocità in cui prende forma, ora in slow motion, ora in un montaggio vorticoso al limite dell’epilessia, quello che può essere definito come una ecografia del sentimento chiamato vita.
Dalla terra come elemento di raccordo tra mondo superficiale e mondo sotterraneo (Nodo terziario) Vascellari indaga nei due mondi speculari rappresentati dalla superficie vagamente glam di Glitter secondario fino a scaraventare lo spettatore nella stordente claustrofobia di Buio primario, sorta di letargo primordiale opprimente e insopportabile. Il grande cerchio che da il titolo all’intero progetto è dunque chiuso.
Boschi in cui si aggira una oscura figura, stralci da improvvisazioni live del gruppo, spazi aperti in cui si srotola un jack di un microfono – ideale raccordo tra i tre video – e claustrofobiche presenze fantasmatiche che si muovono tra atmosfere misteriosamente inquiete ma altamente emotive…tutto il mondo evocato in A Great Circle è scomponibile e riassemblabile senza un apparente senso ma con una serie infinita di continui rimandi simbolici e molteplici sedimentazioni estetiche che rendono l’idea dello spessore del suo autore.