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Introduzione
Critica
Webografia

Pulga

di Stefano Pifferi
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  • Return To The Forest Of Shoes
  • Still It Rides Me
  • Tequila Feast
  • Fuck The Satellites
  • Raga Pulga

Pulga Loves You (Fire Museum, dicembre 2007)

di Stefano Pifferi

Valerio Cosi, poco più che ventenne sassofonista tarantino, è l’ennesimo grande mistero di quello strano mondo che è l’Italia musicale. Ovvero, come partire dalla periferia italiana, instaurare un’ incredibile serie di contatti/collaborazioni (da Fabio Orsi e My Cat Is An Alien, fino a Brad Rose e Loosers) e pubblicare con le più prestigiose etichette mondiali in ambito free-psych-folk. Visitare il sito, sezione discografia, please, per farsi un’idea.

Pulga Loves You è la prima fatica a nome Pulga, duo a distanza con la multistrumentista Vanessa Niwi Rossetto (The Mighty Acts of God), ed è un ben riuscito ibrido, insieme elettrico/acustico e soffusamente elettronico, delle istanze più avant della psichedelia free-form. Musica, perciò, libera da schemi, rimandi e riferimenti, che si evolve sfruttando la sintassi ora affine a certe coloriture free-folk o da jazz anti-accademico e molto sui generis, ora ad una psichedelica (nel senso più ampio del termine) liquida e mantrica. E proprio in questa libertà d’azione risiede la forza dell’album: risultare cioè sempre dinamico, plurisfaccettato e caleidoscopico nel disegnare paesaggi (e passaggi) sonori umorali, capaci di fluttuare (e far fluttuare) lungo parentesi di apparente stasi e scoscese esplosioni free-form, sino a dilatarsi in aperture da raga docilmente ossessivo nei 20 minuti finali di Raga Pulga.

La chimica instaurata tra i due riserva sorprese ad ogni angolo, di mostrandone la statura e lasciando intravedere grandi potenzialità future. Pulga Loves You, perciò come non amare Pulga? (6.8/10)