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Introduzione
Critica
Webografia

Pippo Pollina

di Stefano Solventi

 

Copertina: ...
    CD
    1. I ragazzi della Via Pal
    2. Questa sera
    3. Chiaramonte Gulfi
    4. Verità nascoste
    5. La luna e i falo'
    6. Sanspapiers
    7. 19 luglio 92
    8. Il pianista di Montevideo
    9. Luntanu
    10. Sotto la ruota
    11. Il cameriere del principato
    12. Welcome Home
    DVD
    1. Banneri
    2. Marrakesh
    3. Vorrei incontrarti
    4. In compagnia di Mr Hyde
    5. Centopassi
    6. Versi per la libertà
    7. Shapes
    8. Leo
    9. Amsterdam
    10. Sambadio'
    11. Nostalgia de tango
    12. Il giorno del falco
    13. Gracias a la vida

Racconti e canzoni (Storie Di Note / Egea, dicembre 2006)

di Stefano Solventi

Venticinque anni di carriera per il cantautore siciliano, celebrati con 25 canzoni estratte da recentissime esibizioni in Svizzera (la sua patria adottiva) e Roma, distribuite in un cofanetto (cd + dvd) sobrio ed elegante proprio come la filosofia di quel tour, concepito per duo (Pippo al piano, chitarra e voce, più il bravo Enzo Sutera alla chitarra "senziente") oppure in trio con l'aggiunta dell'attrice Serena Bandoli al reading e al canto. Una brusca generosità, un'intensità che non ha bisogno di belletto, la coerenza di Pollina a sfidare per l'ennesima volta quel controsenso che lo vuole fenomeno per pochi malgrado una cifra cantautoriale tesa ma non certo complicata. Un Fossati meno pensoso (Il pianista di Montevideo), un vibrante De Gregori (Centopassi), uno sdegno De André che non scorda mai la tenerezza (19 Luglio 1992), un lirismo accorato che s'ammorbidisce latin-blues al modo del miglior Nino Bonocore (Questa sera). Dimostrando en passant che se e quando vuole possiede la comunicativa d'un Baglioni o del primo Venditti (Sotto la ruota) senza con ciò venir meno a se stesso.

Strano dunque che uno con tali capacità, il background vero e sofferto, quel pizzico d'inevitabile presunzione e – last but not least - faccia d'attore (lo è davvero - e di un certo successo - per la tv elvetica), in Italia non abbia mai saputo affrancarsi dallo status di culto. Gli è mancato – non lo ha cercato - il guizzo canzonettistico che ricomponesse la frattura tra impegno e disimpegno, tra folk e pop, tra palco e telecamere. Anche in questo Racconti e canzoni Pippo rifiuta il "compromesso", tira dritto facendo la propria cosa. Se concede deviazioni, si tratta di materia per palati fini, tipo una cover di Brel (Amsterdam), un duetto con l'americano Bob Gault (in Welcome Home) oppure l'asciutta, trepida, insospettabile rivisitazione di Vorrei incontrarti dal repertorio del primo Alan Sorrenti. Figuriamoci. Niente sfracelli da ipermercato, no. Ma una onesta, appassionata testimonianza d'autore. (7.0/10)

 

 

 

  • Ouverture      
  • Monologo primo - Volare è un'arte  
  • Canzone prima
  • Monologo secondo - Negli abissi     
  • Canzone seconda
  • Monologo terzo - Pratica di Mare    
  • Canzone terza           
  • Monologo quarto - A tu per tu con il MIG  
  • Canzone quarta         
  • Monologo quinto - Verso Bologna   
  • Canzone quinta         
  • Monologo sesto - Simulacro
  • Canzone sesta           
  • Finale

Ultimo volo (Storie di Note, gennaio 2008)

di Stefano Solventi

Il sottotitolo dice molto: orazione civile per Ustica. Non è facile - non è del tutto opportuno - applicare a questo disco i metri di giudizio della recensione pop-rock. Registrato dal vivo il 27 giugno del 2007 quando al Teatro Manzoni di Bologna si celebrava l'inaugurazione del Museo per la Memoria della strage di Ustica, si tratta di un'opera di "teatro musicale", nipote serioso se volete del teatro canzone gaberiano, con le peculiarità che Pollina si è ritagliato in anni di onesta e appassionata carriera.
Sei canzoni senza titolo alternate a sei monologhi (con titolo), più due strumentali ad aprire e chiudere. Dovessimo appunto effettuare le consuete valutazioni, toccherebbe evidenziare la frattura poetica e stilistica - una differenza di passo, di sensibilità e registro al limite dell'incompatibilità - tra i reading e le canzoni, pur se apprezzabile nei primi l'intuizione del DC9 "narrante" (per il reading di Manlio Sgalambro) e nelle seconde la palpitante elllissi poetica che finalmente esplode a passo di bolero rabbioso in Canzone sesta.
Quindi ci sarebbe da questionare circa la dizione accidentata e impastata del filosofo siciliano, infine sulla sostanziale canonicità delle composizioni, perlopiù ballate intrise di amaro romanticismo e hybris folk direttamente riconducibili al Fossati altezza Lindbergh, tolta una Canzone quarta dalla terrigna drammaticità roots à la Parto Delle Nuvole Pesanti. Di contro, non potremmo tacere circa il prezioso lavoro della Filarmonica Arturo Toscanini, i cui archi caldeggiano cinematiche suggestioni, e sul puntuale ricamo della Palermo Acoustic Quartet, soprattutto per la levigata solennità delle ance.
Ma tutto ciò ha davvero poca importanza. Ad esempio non quanto la scossa di sconcertata, ulcerante e amarissima indignazione – ebbene sì, esiste ancora, l'indignazione - che ti attraversa quando il relitto arriva a chiedersi: è giusto che sia io a parlare? Non quanto la rabbrividente congettura numerologica che ricompone il numero delle vittime (ventisettesimo anniversario, 27 giugno, il 27 annidato nel 2007: 27 + 27 + 27 = 81) come fosse la salma stessa di una memoria senza pace. Non quanto quei tre minuti di applausi finali che protraendosi diventano organici all'opera stessa, il rumore di una volontà scrosciante. Di giustizia e verità. (7.0/10)