....


Affascina, di Comelade, la dimensione ludica applicata a un concetto totale della musica. Kurt Weill o i Faust per lui pari sono, se lo spirito che li rilegge resta ridanciano e stralunato, a mezza via tra il patafisico e il dadaista. Questo fa di Pascal un compositore dalla cifra inconfondibile, nonostante con gli strumenti giocattolo si siano già misurati in tanti prima e dopo di lui. Pochi, però, con altrettanto dispiego di classe e inventiva versate nella scrittura, quasi nessuno con la medesima varietà e costanza d’ispirazione in una discografia assai ampia: lo certificano illustri personalità del rock autoriale come Wyatt e P.J. Harvey che ne hanno incrociato i percorsi negli ultimi anni. Va da sé, allora, che il “metodo del rock and roll” si traduca in un passato e presente sonori che si compongono in una musica autenticamente popolare, che cioè appartiene a tutti ed esiste per tutti. Un patrimonio che trascende generi, culture ed etnie in un abbraccio affratellante. Meglio ancora se, come ogni tanto accade, assisti allo sbocciare di una dolce melanconia, luminescenza che, per quanto fatichi a definire, comprendi essere parte integrante di quanto s’ascolta. Simile nei presupposti (e talvolta nella forma…) alla Penguin Café Orchestra, anche in questo disco il pirenaico immerge un’avanguardia spensierata dentro tanghi (Smog On The Vermut), valzer (La Vedette D’el Molino, da seguire con gli occhi...) e blues di New Orleans (L’u), oppure la inzuppa di ritmi sudamericani (The Indian Of The Group) e caraibici (lo ska Il Luna Park Galactico, Le Barman De Satan). A sostenerlo, la disinvoltura di chi conosce più di quanto dia a vedere ma non lo ammette, sicuro che con la curiosità se ne possa svanire la magia. Non sia mai. Per attenerci al qui e ora, in aggiunta alle multicolori suggestioni di cui sopra, a scompigliare le carte vi imbatterete in citazionismi ironici (il riff di All Day And All Of The Night disfatto da Elvis Loved Dogs), in un pianismo para-ambientale memore di Satie (Catalana de Jazzz, l’incantata e incantevole Com Un Rossinyol Amb Mal De Quiexal), in un Amor Brujo allestito e pensato per sé (The Halucinogenic Espontex Sinfonia: favolosa), in ninne nanne d’incerta, favolosa provenienza (Noia De Porcellana: una cover di Pau Riba). Sagacia, fascino e arguzia d’artista in abbondanza. (7.5/10)