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Introduzione
Critica
Webografia

Missill

di Marco Braggion
  • Forward (feat. Dynamite Mc)
  • Ill (feat. Junior Red)
  • Toxick (feat. Dynamite & Ninelives The Cat)
  • Kema (feat. Yethz)
  • Check Dat (feat. Ninelives The Cat)
  • Choose To Care (feat. Blurum 13)
  • Interlude Tez
  • Dark Moon (feat. Dj Netik)
  • Cant Control Me
  • Kabrake (feat. Edu-K)
  • Comic Strip Soundtrack
  • Glitch
  • Scream
  • Get Busted
  • Mueve Lo (feat. Yethz)

Missill – Targets (BMC-Discograph / Self, 10 marzo 2008)

di Marco Braggion

Le spore delle sperimentazioni inglesi bhanghra atterrano sul suolo della Francia hiphoppara e piena di synth. L’aria sa di fresco, Parigi sprizza volontà “di spaccare” e si confronta con i padrini e le madrine, con mostri sacri del calibro di M.I.A., Chemical Brothers o Beastie Boys che dir si voglia. Per entrare nell’atmosfera non c’è che da inspirare a pieni polmoni l’ebbrezza jungle del postmodernismo doppiozero e buttarsi dentro al nuovo mix di Missill: l’artista francese è una costellazione di graffiti-art, di street-style, suoni old-school, synth e bassi che pompano, chitarroni nu-metal, sporcizia rave, stile stile e ancora stile.

Se vi eravate impressionati per il recupero dell’elettronica ottantanovanta della Scuola Furano, qui ci troviamo di fronte a una dichiarazione d’intenti che letteralmente mangia il passato e lo sputa fuori con un estetica votata all’adorazione del ritmo. Qualche mese fa la supremazia indiscussa dei Daft Punk, oggi un nuovo inizio sulla sponda del glitch-hop à la francais, nu-jungle o come cazzo volete chiamarlo. Non c’è tempo per le definizioni, non c’è che da ballare e da pulsare.

L’acido dei filtri che si aprono nella cassa punk-funk di Kabrake, gli stop and go breakbeat di Glitch (appunto!), lo stupendo inno reggaebreak dancehall (Forward), le aperture etnojungle in Ill, la cultura acid mescolata col rap ispanico in Kema, la visione di DJ Netik che mescola turntablism e pesantezza metal in Dark Moon, il singolo a cassa dritta per il nuovo remix dei Soulwax (Scream) e l’omaggio alla DFA in Get Busted.

Un ritorno che prelude allo sconquasso dei festival estivi e al sudore da balera. Questo è il biglietto da visita che arriva da Parigi. Ritmi che confluiscono da qualsiasi parte del globo e del tempo, per riportare tutto a casa, per raccattare un esercito di rapper, nerd a 8 bit, robot e facce nuove che puntino il missile direttamente contro Londra (e New York). Questo album definisce una nuova world music da ballare, il sogno degli Asian Dub Foundation riattualizzato dopo il terremoto p-funk. London’s burning, Paris’s dancing. Licensed to (Miss)ill! (7.8/10)