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Melt Banana

di Vincenzo Santarcangelo
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  • Spider Snipe
  • Blank Page Of The Blind
  • Cracked Plaster Cast
  • Heiwaboke Crisis
  • Cat Brain Land
  • Plasma Gate Quest
  • Type: Ecco System
  • The Call Of The Vague
  • Green Eyed Devil
  • Crow’s Paint Brush (Color Repair)
  • T For Tone
  • Slide Down
  • Lock The Head
  • One Drop, One Life
  • In Store
  • Dog Song
  • Chain Keeper
  • Last Target On The Last Day

Melt-Banana – Bambi’s Dilemma (A-Zap Records / Goodfellas, maggio 2007)

di Vincenzo Santarcangelo

ASi è scritto giustamente che con Bambi’s Dilemma i Melt-Banana sarebbero tornati a fare rock dopo le tentazioni electro di Cell-Scape (A-Zap, 2003). Meglio però si sarebbe fatto a sottolineare ancora una volta come per i quattro giapponesi rock finisca inevitabilmente per far rima con hardcore e spesso anche con grind: in questo senso, brani come Spider Snipe e Heiwaboke ribadiscono con forza che le radici di un gruppo come quello di Tokyo stanno lì in fondo, in qualche capitolo dimenticato dei libri di storia del punk. Le chitarre di Ichirou Agata, ad esempio, non divagano impazzite come al solito,ma erigono semmai il muro di suono di due anthemiche declamazioni in stile hardcore old school.

Anche laddove i Melt-Banana tornano a concedere in termini di integrità punk, lo fanno a favore di soluzioni comunque incompromissorie: accade quando finiscono per apparire come una versione suonata - davvero in tutti i sensi - degli Atari Teenage Riot in T For Tone e Lock The Head; come degli Yeah Yeah Yeahs in astinenza da ritalin in Cracked Plaster Crisis e Plasma Gate Quest; quando scimmiottano i Beastie Boys in Cat Brain Land o l’ambient techno in Type: Ecco System. Tutto questo non impedisce di trastullarsi come sempre con effettistica cartoon (Crow’s Paint Brush) e di lasciarsi sedurre da soluzioni vagamente pop (Green Eyed Devil, The Call Of The Vague). Bambi’s Dilemma finisce così per suonare come uno dei dischi più potenti dei Melt-Banana da un po’ di tempo a questa parte e per riconfermarli ai vertici della attuale scena japanoise. (7.0/10)

 

Live: Melt Banana + Inferno – Spazio 211, Torino (28 maggio 2008

di Vincenzo Santarcangelo

Gli Inferno si confermano ancora una volta – l’ennesima nella città del Satanasso, come la ribattezza il cantante Gio – titolari indiscussi di uno show che è conti fatti unico nel panorama hardcore nostrano. Ironia caricaturale – nei confronti dei posers, spesso consapevolmente o inconsapevolmente scimmiottati, ma anche del pubblico vittima delle invasioni di campo di chitarrista e bassista; un impatto sonoro devastante, stacchi e ripartenze degni della miglior scuola americana, e il solito omaggio sentito al rock and roll prima facie. E quell’utilizzo un po’ruffiano, un po’ kitsch, di elettronica ora solo ornamentale, ora decisiva nell’economia dei brani, vera marcia in più del quintetto, sebbene talvolta sommersa dall’armamentario elettrico e dalle urla del cantante. Le premesse per un album in studio che riesca ad eguagliare la potenza delle esibizioni live ci sono tutte. Anche i Melt Banana puntano sull’impatto visivo prima che su quello sonoro – la mascherina da chirurgo del chitarrista, le zeppe appariscenti di Yasuko. Ma l’effetto esotico dura quel poco che basta per acclimatarsi alle temperature - decisamente inumane - di schegge laviche al calor di grind ed hardcore (pop)punk. Ampiamente saccheggiato il recente Bambi’s Dilemma: gli episodi pop di quel lavoro lasciano riprendere fiato ad un pubblico che, altrimenti, finirebbe presto per domandarsi come sia fatto a capitare ad una serata della Obscene Extreme.