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Introduzione
Critica
Webografia

Mahjongg

di Gaspare Caliri
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Foto: Carla Bozulich

 

 

  • Pontiac
  • Problems
  • Kottbusser Torr
  • Tell The Police The Truth
  • Those Birds Are Bats
  • Wipeout
  • Teard rops
  • Mercury
  • Rise Rice

Kontpab (K, 22 gennaio 2008)

di Gaspare Caliri

Vi presento la (mia) prima fonte d’entusiasmo del 2008: viene da Chicago, ma anche e idealmente dall’Occidente più africano, è una nuova creatura musicale, ma discende da un gruzzolo di anni che segnarono il passaggio tra i Settanta e gli Ottanta, e che decretarono moltissime vie; si chiama Mahjonng, come un gioco da tavolo cinese, e, con qualche mossa d’astuzia, vira la electro in un mondo di ritmo, funk bianco, esotico sciamanesimo.

Per esempio? Pontiac, prima traccia di Kontpab, contiene una delle più belle invenzioni degli ultimi tempi; inizia e prosegue con un tessuto poliritmico, per nulla mimetico all’idea di tanti tamburi in azione, anzi reso lo-fi da una patina di sporco; quando questo sembra essere destinato a infinita solitudine, entra in azione una drum-machine del tutto artificiale, e il brano è risolto nei 4/4 ballabili delle nostre sale da ballo alternative. Le orecchie vanno ancora e inevitabilmente allo splendore della compila King Britt Presents The Cosmic Lounge, succulento lascito dell’anno appena trascorso; in particolar modo a quel prototipo di ritmo complesso, mistico e tiratardi che è Moving Picture For The Ear di Don Cherry; ma ci vanno come quando si vede un film dentro un altro film, e così via fino all’abisso.

Astuto è allora copiare l’operazione già compiuta a suo tempo dalla mutant-disco, cioè usare tamburi esotici calibrati su pallidi scintillii, quasi algidi, a volte quasi industriali; sicché potremmo parlare per questo disco di mutant-electro, appena nata e già riuscita. Si avvertono le danze inquetanti degli El Guapo di Supersystem in Teardrops, il punkfunk-billy 2.0 inThose Birds, reminiscenze di partite al computer con schermi neri e verdi in Tell The Police The Truth. Ma questa roba convince anche per un’altra coordinata, che setta Kontpab sull’intelligenza di imparare la lezione dal vicino, oltre che dal maestro. Kottbusser Torr e Rise Rice sentono già l’influenza dei Battles, con quegli pseudo-riff alla Don Caballero maturi; non si può già fare due più due, ma qualche conto sul futuro di questa musica è ipotizzabile...

Tutto sommato, e non può che farci piacere, è evidente che dietro a tanta bisca ci sia qualcuno che si diverte, e molto. La cosa importante è però che cotante fonti non arrivano a surclassare il risultato, ma anzi esaltano qualcosa già di per sé esaltante. I Mahjonng ci invitano a brindare al nuovo anno e tenere il tempo con il piede. Coordiniamoci, perché ce ne serviranno almeno quattro, di piedi, per stargli dietro, e rovesceremo lo spumante dai flut. (7.3/10)