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Junior Boys

di AA.VV.

 

 

 

 

 

 

    Disc 1
  • More Than Real
  • Bellona
  • High Come Down
  • Last Exit
  • Neon Rider
  • Birthday
  • Under the Sun
  • Three Words
  • Teach Me How to Fight
  • When I'm Not Around
    Disc 2
  • Unbirthday
  • Last Exit [Fennesz Mix]
  • Birthday [Manitoba Mix]
  • Certain Association

Junior Boys – Last Exit (Domino, giugno 2004 – Ristampa 16 novembre 2007)

di Stefano Renzi

Tra le serie di ristampe, più o meno interessanti, che ogni mese affollano la lista delle nuove uscite, questo titolo dei Junior Boys merita un’attenzione particolare per due semplici motivi: primo perché si tratta di uno dei migliori album techno-pop pubblicati nel corso degli ultimi anni, secondo perché rende giustizia ad una formazione purtroppo penalizzata da un secondo lavoro non all’altezza delle sue reali potenzialità.

Capacità che, invece, si manifestano in maniera inequivocabile all’interno di questo Last Exit , piccolo gioiello di pop da cameretta nel quale rivive tutta l’emotività soul dei primi Pet Shop Boys , per l’occasione incastonata in una nuova struttura dancey che rappresenta.lo scorrere del tempo ma non delle emozioni, oggi come ieri, palpabili e vive. Musica da ballo per robot in carne ed ossa che virano in slow motion (Bellona, Under The Sun), scrosci di lacrime sintetiche (More Than Real, High Come Down, Last Exit), algide costruzioni che rimandano nella sostanza al miglior indie-pop dei primi anni Novanta (il capolavoro Birthday) la gioia di scoprire come la lezione dei Bronski Beat sia ancora un qualcosa su cui puntare (Teach Me How To Fight), sono i perni sui quali si costruisce il miracolo di un’estetica salvaguardata e ritrovata, il cui ascolto genera ogni volta nuove sorprese e nuove meraviglie, plastiche e per questo indistruttibili. Completano il lotto due remix (già editi) firmati da Fennesz (Last Exit)e Manitoba ( Birthday ), belli ma, almeno in questo caso, non decisivi. (8.0/10)

 

 

  • Double Shadow
  • The Equalizer
  • First Time
  • Count Souvenirs
  • In The Morning
  • So This Is Goodbye
  • Like A Child
  • Caught In A Wave
  • When No One Cares
  • Fm

So This Is Goodbye (Domino / Self, 25 agosto 2006)

di Valentina Cassano

Hanno fatto impazzire critica e pubblico lo scorso anno con il debutto Last Exit, seducente miscela di elettronica oppiacea e pop di classe, un disco teso sul filo sottile che unisce Timbaland alla microhouse, vocalizzi David Sylvian dalle inflessioni soul e la fragranza di un synth pop dalla presa sicura.

Un successo che ha portato Jeremy Greenspan e Matt Didemus dalle periferie di internet (è lì che nasce la loro storia) alle braccia della Domino, e che ora prendono il largo dalle accoglienti insenature dreamy per avventurarsi nei luoghi di quell’house soffusa che andava tanto nei primi Novanta d’oltreoceano (In The Morning è quasi un plagio della Your Love di Frankie Knuckles del 1990). In So This Is Goodbye sono infatti le ritmiche - tutte rigorosamente marchiate Eighties - a indicare la strada, da quelle sinuose dell’iniziale Double Shadow a quelle gemelle dei Depeche Mode di Count Souvenirs e The Equalizer, sulla cui testa sfarfallano synth a volte un po’ troppo datati (Like A Child), con la voce di Greenspan sempre più soulful. Solo in chiusura ritornano le glaciali visioni del duo canadese, come nella romantica ed essenziale cover di Sinatra When No One Cares, quegli eterei e impalpabili giochi d’acqua dell’esordio che animavano Three Words, qui fotocopiata in bianco e nero in Fm.
Scorre bene So This Is Goodbye, ma Last Exit era un’altra cosa. (6.5/10)

  • Sorcerer - Surfing At Midnight (Prins Thomas Miks)
  • Supermayer – Saturndays
  • Chelonis R. Jones - Deer In The Headlights (DJ Hell Remix)
  • Love Nine – Feedback
  • Kreon & Lemos Feat. Feeboy – Fola
  • Kelley Polar - Rosenband (Magic Tim's Instrumental Version)
  • Steadycam - In The Moog For Love
  • Radio Slave - Screaming Hands (Cosmo Vitelli Radioaktivitat Remix)
  • Studio - Life's A Beach! (Todd Terje Beach House Mix)
  • Gui.tar - Love Started To Shine
  • Stereo Image - Dark Chapter
  • Matthew Dear - You Know What I Would Do
  • Pushé - Don't Take Your Love Away
  • Visage - I'm Still Searching
  • Junior Boys - No Kinda Man
  • Rework - Love Love Love Yeah (Chloé Remix)
  • f0st3r - bl3w r0d30 d3m0
  • Chloé - Be Kind To Me
  • Bill Nelson - When Your Dream Of Perfect Beauty Comes True

Body Language Vol. 6 (Get Physical Music, febbraio 2008)

di Marco Braggion

Puntare su un gruppo electro-pop piuttosto che su un dj, per l’etichetta di M.A.N.D.Y. e Dj T. è un rischio. Jeremy Greenspan e Matthew Didemus esercitano occasionalmente la dura arte del selecting, ma su standard alti – come lo è quello della Get Physical - chi non è duro è meglio che non inizi nemmeno a giocare.

Il gusto per l’eclettismo non manca: prendete ad esempio la deep di Supermayer o il remix housepunk di Hell, il giochino electrominimal di Kelley Polar o l’inedito meditativottanta composto apposta per la compilation dello stesso duo canadese (No Kinda Man). Il punto è che la diversità incontrollata può alla lunga risultare priva di coerenza.

Per fare una buona compilation non servono solo bei pezzi, serve anche una capacità di presentarli in modo “corretto“, con un “senso“ musicale. Qui l’alternanza tra i pochi alti (uno per tutti la balearic di Todd Terje) e i molti bassi, non tende verso nessuna esplosione, non ha anima. Sembra quasi di sentire una collezione raffazzonata alla bell’e meglio. Se Agoria ci aveva insegnato pochissimo tempo fa che una delle possibili vie era l’eterodossia, qui non la si sa valorizzare. Non si vuole buttare alle ortiche il lavoro del duo (ad esempio la bella coda finale ha un suo respiro apprezzabile, partendo dal remix di Chloe), ma la prossima volta sarebbe meglio chiedere qualche consiglio ai padroni di casa Get Physical.

Se proprio siete dei fan completisti, ascoltatelo, se no ripiegate su qualche altra selecta e lasciate perdere questa posh-disco per sbarbine implumi. (5.0/10)