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01 One Note
02 Rudd
03 Bishop's Son
04 City Of Glass
05 Pop Group
06 Belgravia
07 Sink Venice
08 After This
09 At The Lodge
10 Here We Go Again
11 May B 1 Day
12 Video Clip Show
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Chat and Business (Fantastic Plastic Records,
2002)
di ©2004 Edoardo Bridda
Comprendente i tre singoli precedentemente apparsi sul mercato,
l’album di debutto degli Ikara Colt non aggiunge una virgola
a quanto già detto da migliaia di garage band negli anni
ottanta. Il sound è quello più genuino e graffiante
della Gioventù Sonica, specie quando a cantare è Kim
Gordon, ma gli arrangiamenti non vanno oltre ai due-accordi-due
del punk più dozzinale.
Sink Venice, cronologicamente la prima uscita del gruppo (qui traccia
numero 7) rappresenta l’emblema di tutto ciò: da una parte un
accattivante recupero estetico, dall’altra la disarmante evidenza che
nulla è stato aggiunto (o tolto) alla formula originale. One Note (traccia
1), sebbene oscilli maggiormente tra forte e piano, è pressappoco
uguale alla precedente – veloce attacco basso/batteria, raddoppio serrato
con la chitarra, piccola strofa, ritornello, deflagrazioni minime sul finale –,
mentre Rudd (traccia 2), sebbene Paul Resende acquisti una maggiore
confidenza vocale, non è altro che un brano qualsiasi di una band
qualsiasi di esordienti.
Per fortuna i risultati migliorano (ma non troppo) coi brani confezionati appositamente
per il disco: in Bishop's Son le partiture per chitarra sono sicuramente
più avvincenti, il tocco bluesy in After This è interessante
e, se proprio non vogliamo ancorare l’intera recensione a una spietata
musicologia, gli accordi dissonanti di Here We Go Again (la più Pistolsiana
del lotto) meritano di essere menzionati.
Quando però si cerca una variante al baccanale newyorchese che impregna
fortemente tutto l’album (Pop Group, Belgravia, Here We Go Again stessa),
ecco che tra le solite partiture vocali di marca sonica si inserisce un elemento
tipicamente anglosassone: cupezze Joy Division/New Order prima
maniera, presenti in At The Lodge (che principia con la classica drum-machine
anni ’80), e nella wave di May b 1 Day (con i soli rombi di basso
e batteria a accompagnare gran parte del brano). Tuttavia, il giochetto vocale
tra Paul/Moore e la Claire/Gordon, il primo cool (sui toni bassi), la seconda
distorta in response al contro canto (sui toni acuti) non fa che ricordare, se
ci fosse ancora bisogno di ripeterlo, quanto Chat and Business non
brilli di luce propria …e come fare a meno di sottolinearlo? (5.0/10)
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