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Introduzione
Critica
Webografia

Hercules And Love Affair

di Gianni Avella
La nuova scoperta di casa DFA è un team stellare con ospite Antony Hegarty a tutti noto per i suoi Johnsons. Neo new wave parente di assiomi quail Chicago house e New York garage. Tardo “disco" assolutamente da ballare.

Neo Neo Wave

Di Gianni Avella

Concetti che si seguono e si accavallano: mitologia e minimalismo, synthpop e disco. Più in profondità: antica Grecia e Philip Glass, Yazoo e Chicago house. È il tragitto di Andrew Butler, trentenne sulla bocca di tutti per via di un disco e di un singolo, Blind, con un Antony Hegarty inaspettato angelo strobo. Provetto pianista in tenera età nella natia Denver, Andy svela il suo corpo mutante all’incontro con Situation, retro del singolo Only You di Yazoo che lo schiude all’elettronica degli ’80.

Band photo

Si inventa dj per i locali gay di Denver pensando che sacro - il minimalismo - e profano - l’elettronica di consumo – possano felicemente convivere (“ci sono molte analogie tra la musica disco e le suite di Glass e Reich”, diceva Arthur Russell), ma la sostanza del concetto ha sicuramente un altro perché se circondato dalle mura eccitanti della Grande Mela, e quindi, appena diciottenne, il Nostro vola a New York per studiare storia dell’arte a Manhattan e pari passo alla passione per la mitologia greca, coltiva l’attività di produttore che nel mentre sfocia in una versione à la Kraftwerk del classico di Gino Soccio, Runaway, destinata al ballerino Rashaun Mitchell. Gravitando nelle sinistre notti newyorkesi, Andrew si imbatte prima in Kin Ann Foxman – vocalist e disegnatrice di gioielli, partner di Butler nel progetto DanceHomosDance – e poi in Antony dei Johnsons all’epoca, più o meno nel 2003, non certo il presenzialista di oggi. Decidono di registrare qualcosa insieme ma entrambi sono timorosi giacché l’uno, il produttore, è alla prima seduta importante e l’altro, il cantante, poco affine alla cassa in quattro, ma quando c’è un disegno dall’alto…

Pulsazione moroderiana e cantato vertiginoso. Ercole e le sue fatiche amorose hanno una colonna sonora. La canzone dance perfetta, di quelle immortali, tipo Your Love della coppia  Jamie Principle e Frankie Knuckles per intenderci. Seguono sessioni con la stessa Kin Ann e Nomi, amica delle CocoRosie e singer dal taglio Alison Moyet (non poteva essere altrimenti) per un dream team monitorato da Tim Goldsworthy e griffato, ovviamente, Dfa. Si incrociano (Antony e Nomi in You Belong) e si lasciano (la sola Kim Ann in Athene, la sola Nomi nell’Hercules' Theme, il canto di Butler in This Is My Love) sapendo di appartenere a qualcosa di importante (vedasi Blind). La cosa importante. Nella cover si riconosce un Ercole che regge alto il moniker Hercules and Love Affair quasi fosse un fardello, ma cosi non è. Dopo dodici fatiche si è allenati, e quando c’è di mezzo l’amore ogni sforzo è un valore aggiunto.

  • Time Will
  • Hercules' Theme
  • You Belong
  • Athene
  • Blind
  • Iris
  • Easy
  • This Is My Love
  • Raise Me Up
  • True False/Fake Real

Self Titled (DFA, 10 marzo 2008)

di Gianni Avella

Escluse le famose compilation e le raccolte di remix, il debutto degli Hercules And Love Affair è il primo full leight griffato DFA del tutto “disco”. Un lavoro che farà molto parlare di sé e sicuramente replicherà la cosa Rapture in virtù di un singolo, Blind, che se non battezzerà un genere, la neo new wave, come successo con House of Jealous Lovers, di certo porterà il pubblico indie che segue le sorti dell’etichetta newyorkese ad avvicinarsi ad assiomi come Chicago house e New York garage.
Ma cos’è Blind? Semplice, è una supernova che risuonerà per molto, ma molto tempo nelle piste da ballo più intellighenti con tutti, dal dj che dovrà assolutamente suonarla al pubblico che dovrà assolutamente ballarla, obbligati a viverla. Una crosta tardo disco architettata dal titolare del progetto Hercules, Andrew Butler, e baciata dal cantato insospettabile di Antony Hegarty a tutti noto per i suoi Johnsons. Una bomba dionisiaca dal battito, quello iniziale, stretto parente del Dope remix di Get Down del Todd Terry Allstars e risolto, con Antony in delirio esistenziale, tra Moroder, certe pagine house chicagoane e Frankie Knuckles che non a caso, rivedendovi forse un mood alla Your Love, ne ha redatto un remix che brilla di sudore e luce.
Tocca ascoltare e tastare con orecchio senza, però, errare e soffermarsi solo su quanto detto – e su quanto si dirà in giro -  visto che la nuova chicca di casa DFA è un team stellare che ai citati Butler (classe ’78 con la passione per i Kraftwerk) e Antony vede sfilare la disegnatrice di gioielli, nonché musa-vocalist di molti set di Butler, Kim Ann Foxman destreggiarsi nelle trame old skool di Athene e l’ugola di Nomi – bellissima e dal timbro soul manco fosse la nuova Alison Moyet – impreziosire di lussuria i fiati de l’Hercules' Theme e duettare con Antony nell’electro di You Belong. E poi lui, ancora la voce dei Johnsons, pervadere di dolcezza le chitarre e i synth di Time Will e sentirsi un Klaus Nomi (o Boy Gorge) come l’avrebbe inteso Frankie Knuckles nel funk impeccabile, ancora deliziato dai fiati, di Raise Me Up mentre l’ideatore del progetto Andrew canta dei suoi amori nella jazzata This Is My Love.

Amori, forse, immaginifici come l’idea di creare un concept sull’antica Roma che pare gli sia sovvenuta durante una festa di compleanno ed aver convinto tutti gli invitati a travestirsi da divinità greche o romane. Lui era Apollo, Dio della medicina e della musica. E Dio dei parquet disco a venire. (8.0/10)