

Fruttuoso l’incontro tra i berlinesi compagni di etichetta Ellen Allien e Apparat, l’una - il capo - punta di diamante del dancefloor e l’altro - il producer della famiglia BPitch Control - campioncino dell’IDM degli ultimi anni.
La vena techno di lei e la metronomia cameristica di lui, l’inquietudine urbana sottopelle versus la romanticheria glitch, il Warp sound che si reinventa attraverso la Techno Berlin e viceversa, il dancefloor che prende respiro nella chill out per poi tornare dinoccolato sotto gli strobo fino a mattina. Da Berlino a Ibiza passando per Düsseldorf, sono due gli aspetti predominanti in Orchestra Of Bubbles, anzi tre: il ballabile, l’ambient e l’intrattenimento pop.
Su quest’ultimo i due si cimentano al canto in veri brani synth-pop per i 2000, quelli smaltati Ottanta per intenderci: in Way Out e Bubbles si può ascoltare Ellen cantare, sinuosa e eterea, a mo’ di musa à la Röyksopp in solido arrangiamento Warp ’90, in Leave Me Alone troviamo Mr. Ring, complemento al maschile, in una umbratile dream pop song per “archi spezzati” (è sua la canzone di gran lunga più interessante).
Soprattutto, questo lavoro a quattro mani è un album strumentale, che sul versante più dance mostra gli episodi migliori, come la discreta Turbo Dreams, omaggio un po’ scontato (ma pulito, onesto) all’AFX analog-bubblebath (del quale è in atto un revival nel settore), e in particolare i sei minuti in cassa dritta di Jet, con quegli splendidi synth siderali/angolari e quelle irresistibili bollicine di tamburelli (che par di stare allo Space di Ibiza). Più standard è, invece, Floating Points, mentre interessante risulta il divertissement Do Not Break (sempre nella vena giocosa e analogica di Richard D. James) per breakbeat, synth Ottanta e campionamenti di voci volutamente amatoriali. Nella parte electro da ascolto spiccano poi i balletti robotici di Retina e Metric a firma Apparat (buono il sampeling d’archi su entrambe), l’incubo cibernetico di Under - un po’ come dire gli Autechre in discoteca - e Edison, un brano ambient glitch che non sfigurerebbe nel rooster della Raster Norton.
Vario e stimolante questo Orchestra Of Bubbles: mai semplicemente dance, ma, attenzione, neanche intellettuale come lo vorrebbero certi aficionado IDM. Ellen Allien e Apparat non avranno il genio di Richard D. James dalla loro parte, ma sono la dimostrazione che l’impegno e lo studio dei linguaggi della dance e dell’elettronica dei Novanta possono portare a risultati freschi e intelligenti anche nei Duemila. Se poi c’è pure la poesia delle bolle di sapone di Jet o una hit come Leave Me Alone, allora il voto sale a (7.0/10).

Torna Ellen Allien dopo l'exploit di Orchestra Of Bubbles, il lavoro a quattro mani con Apparat giudicato da più parti uno dei migliori album dell'anno passato. Si tratta del terzo volume della serie Camping, il sampler dell'etichetta della dj berlinese. In apertura Bln degli Jahcoozi di Sasha Perera, un ibrido techno-hop a base di ritmi spezzati, scratch e rime che giocano sul dualismo anglotedesco Bln-Lnd. Prossimo inno? Si passa poi ai ritmi robotici di Go To Disco a firma Tomas Andersson per poi svariare tra i generi e i mood, passando ai turbini acidi targati Feadz al dub bastardo dei Modeselektor, dal minimalismo stiloso e asettico di Zander VT alla rovente Your Sexy Beast di TimTim.
L'aliena contribuisce con un remix per Matthew Patterson Curry aka Safety Scissors e con l'inedito Red Planets in coppia con Apparat, un brano siderale di buon auspicio per il futuro. Vecchie conoscenze della BPitch Control come Paul Kalkbrenner, Tomas Andersson e Sascha Funke hanno legato il proprio nome agli altri due capitoli della serie, mentre tra le nuove leve da segnalare i berlinesi Zander VT, già su 12" per la sussidiaria MEMO. Il disco esce in versione CD e sotto forma di tre vinili contenenti le potenziali bombe da dancefloor. (6.5/10)

Torna Ellen Allien dopo l'exploit di Orchestra Of Bubbles, il lavoro a quattro mani con Apparat giudicato da più parti uno dei migliori album dell'anno passato. Si tratta del terzo volume della serie Camping, il sampler dell'etichetta della dj berlinese. In apertura Bln degli Jahcoozi di Sasha Perera, un ibrido techno-hop a base di ritmi spezzati, scratch e rime che giocano sul dualismo anglotedesco Bln-Lnd. Prossimo inno? Si passa poi ai ritmi robotici di Go To Disco a firma Tomas Andersson per poi svariare tra i generi e i mood, passando ai turbini acidi targati Feadz al dub bastardo dei Modeselektor, dal minimalismo stiloso e asettico di Zander VT alla rovente Your Sexy Beast di TimTim.
L'aliena contribuisce con un remix per Matthew Patterson Curry aka Safety Scissors e con l'inedito Red Planets in coppia con Apparat, un brano siderale di buon auspicio per il futuro. Vecchie conoscenze della BPitch Control come Paul Kalkbrenner, Tomas Andersson e Sascha Funke hanno legato il proprio nome agli altri due capitoli della serie, mentre tra le nuove leve da segnalare i berlinesi Zander VT, già su 12" per la sussidiaria MEMO. Il disco esce in versione CD e sotto forma di tre vinili contenenti le potenziali bombe da dancefloor. (6.5/10)