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Introduzione
Critica
Webografia

Don Turbolento

di Stefano Pifferi

 

 

 

  • Disappointed
  • Idwhyp Guitar
  • Jingo & Nina
  • Snapshots
  • No Charlie
  • Spend The Night On The Floor
  • I Wanna Be Your Dog
  • Pkd
  • Alien
  • Take It Up
  • Ruler

Self Titled (Circolo Forestieri, gennaio 2008)

di Stefano Pifferi

Tornano a stretto giro di posta i Don Turbolento e con loro tornano gli anni ’80. Perfetta prosecuzione del mini autoprodotto che tanto ha fatto parlare, l’esordio self titled rimette in circolo tre dei quattro pezzi che incuriosirono perfino la fugaziana Dischord e li confeziona in una sciccosissima confezione simil disco anni ‘80. Nastri e lustrini, strobo e pailletes, insomma; ma il duo più turbolento del dance-floor rock oriented della penisola dimostra da subito che sa smuovere cuore e testa oltre che le chiappe dei suoi ascoltatori. Se alle seconde ci pensano pezzi bomba come Jingo & Nina o l’ormai classica Spend The Night…, ai primi ci pensano la notevole dose di ironia anti-chitarra (IDWHYP Guitar, dove l’acronimo sta per I Don’t Wanna Hear You Play Guitar), ma anche con la capacità innata di virare quell’antichitarrismo dichiarato in tributo (quasi) apologetico: ascoltare la rendition della stoogesiana I Wanna Be Your Dog, per rendersi conto di quanto le chitarre abbiamo contato per i due.

Ma è soprattutto sul cuore che agiscono i due. Con l’evocativamente aliena Alien, ma soprattutto con Snapshots: è lì che il cuore di chi ascolta palpita pesantemente sotto i colpi di madame nostalgia. Eccoci lì, in un attimo dimentichi di tutto e tutti per vederci catapultati in una sorta di ballad synth-pop struggente e melanconica che, eh sì, ci fa tornare al periodo new romantic o cose simili (e non dico Duran Duran solo per vergogna). Bravi, Don Turbolento. (7.0/10)