a breve un approfondimento...

Young Machetes è il solito disco dei Blood Brothers pur non essendolo affatto.
Nel quinto album del gruppo di Seattle si ritrovano, infatti, tutte le caratteristiche presenti nei dischi precedenti del quintetto – impatto ultra glam-rock, urla belluine da adolescente appena stuprato, (pre)potenza strumentale, titoli ultrafighi – oltre alla volontà di superare il successo del precedente Crimes ; una prova che i Nostri superano con nonchalance. C’è, dunque, l’impatto glam di un certo caratteristico cantato (l’incipit di Spit Shine Your Black Clouds), l’assalto sonico sempre chic di Set Fire To The Face On Fire, i brutalismi vintage-core di You’re The Dream, Unicorn! o la melodia panzer di Camouflage, Camouflage.
Ma c’è inoltre un afflato sperimentale che pervade l’intero album e che detona prepotentemente nel dittico Street Wars/Exotic Foxholes e Giant Swan, posto a conclusione dell’album quasi a significare un nuovo, possibile indirizzo per una band in continua evoluzione. Lì i cinque rallentano la spinta, si lasciano andare a mini suite in cui trovano posto arpeggi, lente e strazianti melodie vocali al vetriolo, aperture baritonali.
Young Machetes nasconde quindi la volontà di un superamento dei limiti, obbligatorio per non ripetere un modello che, coi suoi limiti formali e sostanziali, potrebbe portare alla noia. Ascoltate 1, 2, 3, 4 Guitars e sentirete i “nuovi” Blood Brothers, sempre uguali a se stessi ma comunque capaci di reinventarsi, frullando le mille e più influenze in un mix fascinoso e attraente.
L’ennesimo centro di una carriera che ormai comincia a farsi quantitativamente e qualitativamente importante. (7.0/10)