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Black Era

di Daniele Follero

Black Era

  • In Front Of The Corner
  • Black Page
  • What About Us
  • Delete Carefully
  • Shielded
  • Legs To Run
  • Less Than Zero
  • Not For You
  • Go First
  • The Spinning Pain
  • Wonder (Prologue)
  • Stand
  • The Key (bonus)
  • The First Light (bonus)

The Point Of No Return (Aquietbump, 2006)

di Daniele Follero

Il nome della band farebbe pensare a qualcosa di molto vicino al black metal norvegese: roba da fare gli scongiuri, a partire dal profondo nero della copertina.

E invece no. In realtà scopro in un attimo che i Black Era vengono da Napoli e hanno molto più a che vedere con Portishead, Massive Attack e i loro conterranei Almamegretta piuttosto che con i Dimmu Borgir, con un sound che guarda alla Mo’Wax come punto di riferimento. Nato nella città partenopea nel 2004 essenzialmente come dub set trip hop, questo duo formato da DY Darshan e Blob si è presto circondato di elementi “esterni” (All Fuzz, Kri) provenienti da esperienze musicali diverse (Nevrotype, Cosang e NA.SA.) dando vita al sound di quest’esordio, prodotto dalla giovanissima etichetta Aquietbump: trip hop della prima ora e voce soul al femminile: niente di particolarmente eclatante.

Tra gli elementi del disco, l’unico riferimento indiscutibilmente fedele alle radici dark del nome è l’uso di campionamenti da Isis e Entombed (!), abilmente remixati e riadattati. I momenti interessanti, però, nonostante i buoni propositi di fondo, si contano sulle dita di una mano: The Black Page sembra un singolo che può funzionare, Less Than Zero si avvicina alla versione trip hop dei Gathering e Stand si mostra affascinante nella sua calma ambient. Il resto, ahimè, è robetta nu soul che poco ha a che vedere con i punti di riferimento sciorinati in bella posa nei credits.
Se esiste una “scuola” napoletana figlia delle posse del decennio passato, Black Era ne rappresenta l’eredità, ma anche i limiti di una generazione di musicisti che non riesce a rinnovarsi. Che il titolo dell’album sia una profetica ammissione di impotenza? (5.5/10)

  • Out Of The Tunnel (An Introduction)
  • Bark
  • ...Then...
  • Trilateral
  • Fulcrum
  • Vicious (feat. Ketamo)
  • The Tunnel (feat. Leo Mou)
  • James Tobin
  • Bowtoday
  • Noam
  • Will Rise
  • Black Nails
  • My Little Replica (Feat. Ivan Mou)
  • Wonder (Reprise)
  • Winder (Epilogue)

...Then... (Aquietbump, 2007)

di Daniele Follero

Continua, ad un anno di distanza dall'esordio discografico, il concept project Black Era. E continua a non convincere. C'è una discrepanza tale tra le idee darkeggianti, il panorama nerissimo prospettato nelle note di presentazione e la resa musicale (ancora troppo vicina al trip hop di matrice '90), da lasciare sconcertati. Un sound che stavolta ha come riferimento più prossimo Mezzanine dei Massive Attack, con la batteria live in primo piano, un groove tanto possente quanto lento e armonie rigorosamente in tonalità minore.

Anche in questo caso, la band partenopea sembra mettere l'accento in posizione sbagliata, lasciando poco spazio agli episodi interessanti (l'iniziale introduzione di Out Of The Tunnel; gli sprazzi prog dell'ipnotica My Little Replica o il rock psychedelico di Wonder) per concentrarsi su una vena soul che diluisce la tensione e rende il tutto un po' annacquato.
Un horror capace di spaventare solo i fanciulli davanti alla tv, troppo fumoso per essere concreto. Ci si prepara al peggio e ci si ritrova, invece, ad ascoltare scimmiotamenti bristoliani a tutto spiano, qualche volta imitando Tricky (Vicious Flag), altre, molto più spesso, i Massive più scuri e rockettari (la Title-Track; Fulcrum; Will Rise). Le parti cantate sono lo specchio di questa mancanza di creatività e duttilità: linee melodiche molto simili tra loro e un'intonazione che, sebbene sia supportata da una bella voce (com'è quella di Dy Darshan) risulta troppo rigida e monotona.

Black Era ha scelto di offrire gratuitamente la propria musica utilizzando la licenza Creative Commons e distribuendola principalmente attraverso il sito web della propria etichetta indipendente Mi sembra la notizia più interessante di questa uscita discografica. (5.4/10)