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Introduzione
Critica
Webografia

Benni Hemm Hemm

di Manfredi Lamartina

Thomas Morr si dà al pop. Messi da parte computer portatili, sintetizzatori e tastiere Bontempi, l’etichetta indietronica per antonomasia accoglie nel proprio catalogo il primo disco dei Benni Hemm Hemm, una mini orchestra islandese – ben sedici elementi – che anziché scimmiottare i Lali Puna preferisce le atmosfere più rilassate e solari del pop, del blues e del folk.

  • Beginning End
  • Beygja og Beygja
  • The Doomed The Damned
  • Fight
  • I Can Love You In a Weelchair Baby
  • Ku - Ui – Poi
  • Labbi
  • Sumarnótt
  • Til Eru Fræ
  • Gitstemm
  • Sweaty In The Sunshine
  • Beginning End

Self Titled (Morr Music / Wide, 18 agosto 2006)

di Manfredi Lamartina

Tanto per rendere l’idea, è come se i Broken Social Scene di Pacific Theme rileggessero le intuizioni melodiche di Sufjan Stevens. Con la particolarità di non poco conto della lingua utilizzata nelle canzoni: accanto all’onnipresente inglese, infatti, i Nostri non disdegnano l’uso della loro lingua natale, il cui astruso sillabare continua a suonare etnico e imperscrutabile al provincialismo delle orecchie italiane, nonostante lo sdoganamento operato in questi anni da Sigur Ros e Bjork.


E questa raccolta di brani è ben organizzata. Facile lasciarsi andare alle coinvolgenti parate rock di Sumarnótt e Til Eru Fræ, che sarebbero state perfette nella colonna sonora di “Kill Bill vol.2”, così come divertono gli arrangiamenti movimentati dell’iniziale Beginning End, un tripudio di chitarre acustiche, batterie energiche e trombe squillanti.
Forse dopo qualche ascolto il gioco comincia un po’ a mostrare la corda, ma tutto sommato la struttura regge e le canzoni sono piacevoli così come sono. (6.5/10)

 

  • Skvavars
  • Brekkan
  • Snjór Ljós Snjór
  • Sorgartár
  • Hól á Hey Hóla
  • Regngalsinn
  • Stoffer
  • Abbastúfur
  • Aldrei
  • Sex Eða Sjö
  • Mónakó
  • Ég á Bát
  • Egísa

Kajak (Morr Music / Wide, gennaio 2007)

di Manfredi Lamartina

Non è passato neanche un anno dalla pubblicazione europea del disco d’esordio che gli islandesi Benni Hemm Hemm tornano a farsi sentire col seguito, dal titolo Kajak. Che, per inciso, non muove di una virgola l’apprezzato stile con cui la band si è fatta conoscere. Pop-rock sinfonico dalla lingua straniante e dall’irresistibile carica melodica. Se la confezione rimane la stessa, allora, i cambiamenti riguardano le canzoni.

Perché i Benni Hemm Hemm padroneggiano meglio gli strumenti a propria disposizione. Con l’effetto non indifferente che i brani suonano ancora più orecchiabili, solidi, maturi. Se nel primo episodio infatti dopo qualche ascolto l’attenzione un po’ calava, stavolta il tempo non riesce ad intaccare la qualità di Kajak. E per la verità è un risultato paradossale, se si pensa che il nuovo album dura oltre cinquanta minuti, contro la mezzora abbondante del cd precedente. Ma è vero, si tratta di un pugno di pezzi che davvero masticano pop ed emotività. Sex Eða Sjö vive di crescendo post rock e malinconie cantautorali. Regngalsinn è una morbida ballata che è un massaggio cardiaco alle sofferenze d’amore. Egísa è una oscura e toccante quadratura del cerchio, che fa scendere lentamente il sipario su questo progetto pop.

La Morr Music allora apre bene il 2007. E se il buongiorno si vede dal mattino, ci sarà veramente da divertirsi, nei prossimi mesi. (6.8/10)