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Introduzione
Critica
Webografia

Basement Jaxx

di aavv

 

 

 

 

cover Jaxx 2006

  • Good Luck
  • Right Here's the Spot
  • Benjilude
  • Lucky Star
  • Petrilude
  • Supersonic
  • Plug It In
  • Cosmolude
  • If I Ever Recover
  • Cish Cash
  • Tonight
  • Hot 'N Cold
  • Living Room
  • Feels Like Home

Kish Kash (Astralwerks, 2003)

di Lorenzo Casaccia

Basement Jaxx sono Simon Ratcliffe e Felix Buxton, due DJ house londinesi. Dopo vari anni di gavetta e di 12" (raccolti nel 2001 su Atlantic Jaxx), hanno firmato con la XL e sono arrivati al successo nel 1999.

Remedy è uno dei dischi cardine per l'affermazione dell'elettronica alla fine del millennio (insieme alle uscite coeve di Daft Punk e Armand Van Helden). Disco dalla prima metà strepitosa, Remedy riassume tutta la house di quegli anni, con gli occhieggiamenti alla two-step di U Can't Stop Me, la techno con voce filtrata in stile francese di Rendez-Vu, l'impasto tra pop e house di Red Alert.ed dei bassi rotondi e saltellanti. Il merito principale del duo è quello di essere stato in grado di realizzare vere "canzoni", cogliendo così nella sua fase ascendente il boom popolare dell'elettronica.

Quello che manca al seguente Rooty sono infatti proprio le canzoni, nel senso "rock" del termine (appena un paio le eccezioni, come il singolo Romeo). Per il resto si hanno brani conditi di umori colorati, swinganti e quasi sudamericani. La fanno da padrone riff da fischiettare e coretti assortiti (Breakaway, Just 1 Kiss), in un disco di house allegra e divertente.

Forse i Basement Jaxx si rendono conto delle mancanze di Rooty, perchè il successivo Kish Kash raccoglie molte canzoni e si apre su una trascinante Good Luck, con Lisa Kakaula alla voce su un vortice di violini e ritmi. I Jaxx sono più prossimi a dei direttori di una big band, con il suono che si fa più complesso ed articolato, ma sempre con il sorriso degli ecstasy-users.
Disco con molti ospiti, e molto vari. Se Siouxsie Sioux manca decisamente del physique du role per la moscia Cish Cash, Totlyn Jackson ben si presta a Supersonic, un altro brano pacchianamente scatenato. Se Dizzee Rascal delude in Lucky Star, una delle collaborazioni più deboli (forse messa lì per mostrare che i Jaxx sanno farci anche con il rap?), si difendono bene J C Chavez (degli N'Sync) e MèShell Ndege Ocello, quest'ultima alle prese con la conclusiva Feels Like Home, tipico brano elettronico da comedown del giorno dopo, con suoni tra Adam F e i Pink Floyd.
In definitiva, Kish Kash allontana i Jaxx dall'house e sembra fatto apposta per candidare il duo come prossimo collaboratore di Madonna. (6.5/10)

  • Intro
  • Hush Boy
  • Zoomalude
  • Take Me Back To Your House
  • Hey You
  • On The Train
  • Run 4 Cover
  • Skillalude
  • Smoke Bubbles
  • Lights Go Down
  • Intro Reprise
  • Everybody
  • Keep Keep On
  • U R On My Mind

Crazy Itch Radio (XL / Self, 12 settembre 2006)

di Marco Braggion

Dallo show radiofonico dei Basement Jaxx si sentono purtroppo solo cliché e poche sonorità degne di nota. La produzione è ovviamente di qualità, ma quello che manca sono le idee, cosa sempre più difficile in una scena electro sempre più impantanata. Mantenere la coerenza al suono disco è ormai rischioso, soprattutto per chi è on stage da dieci anni.

Pur restando ‘fedeli alla linea’ si poteva cercare qualche arrangiamento per lo meno insolito, o qualche soluzione curiosa: nei 51 minuti di questa nuova produzione ci sono invece solo copiature del funky mainstream da classifica (vedi alla voce Shakira), qualche ricordo di dance anni ‘90 (Take Me Back To Your House sembra una canzone di Marie Claire D’Ubaldo più soul-country) e – per fortuna - qualche piccola gemma che non ci fa rassegnare del tutto (lo swing di On The Train, il mix irresistibile di ritmi balcanico-italo-latin in Hey You o l’attitudine massimalista à la Outkast in Hush Boy).

Il disco è insomma lo specchio di un gruppo che per restare sulla scena si confina in una produzione destinata a un target il più ampio possibile, senza cercare l’innovazione. Niente in contrario rispetto alla mossa commerciale; speriamo solo che riescano a rimpinguare la vena compositiva, per ritornare a stupirci con l’estetica di meltin’ pot che li ha resi capiscuola. (5.2/10)