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Introduzione
Critica
Webografia

Aesop Rock

di Alarico Mantovani

 

 

 

  • Keep Off the Lawn
  • None Shall Pass
  • Catacomb Kids
  • Bring Back Pluto
  • Fumes
  • Getaway Car
  • 39 Thieves
  • The Harbor is Yours
  • Citronella
  • Gun for the Whole Family
  • Five Fingers
  • No City
  • Dark Heart News
  • Coffee

None Shall Pass (Definitive Jux, 2007)

di Alarico Mantovani

E chi lo scorda Aesop Rock che con il suo flow zigzagante rubava letteralmente la scena ai Cannibal Ox durante il tour di The Cold Vein? Ancora vivido è il ricordo. Lo sapevamo che era un grande ma ci aveva lasciato lo stesso tutti a bocca aperta. Quella scioltezza, quella facilità di linguaggio, quella consapevolezza dei propri enormi mezzi quasi sfrontata ma al contempo carica di rispetto. E poi l'inconfondibile timbro vocale. Erano i tempi del suo terzo album, uscito nel 2001, quel capolavoro che risponde al nome di Labor Days.

E' trascorso un lustro e nel frattempo il Nostro si è trasferito da New York a San Francisco, si è affermato presso un pubblico più ampio ed ha pure inciso un disco per la Nike senza tuttavia sputtanarsi, restando a suo modo un artista underground. Aesop, così come fotografato oggi dal suo quinto full lenght, è un artista maturo e più misurato, meno funambolico e sbarazzino forse ma ben piazzato e sempre stilosissimo. Evidente come l'apporto di colleghi indiscutibilmente bravi dia quel quid in più a None Shall Pass. A produrre una buona metà dei pezzi ci pensa Blockhead, suo uomo di fiducia sin dal secondo album, il quale svolge un lavoro come al solito egregio: basta sentire Fumes e Getaway Car per rendersene conto. Da segnalare parecchi altri pezzi: Gun for the Whole Family, prodotto da El-P (pare infatti uscito da  I'll Sleep When You're Dead) e poi 39 Thieves, con lo stesso boss della Def Jux in combutta al mic; oppure Dark Heart News, a cura di un altro campione della scuderia come Rob Sonic (a proposito, nuovo disco in uscita per lui proprio in questi giorni). E alla fine, con Coffee (occhio alla ghost track), c'è anche spazio per John Darnielle dei Mountain Goats, a suggellare un disco che si distingue rispetto al passato per l'utilizzo di una notevole strumentazione live mixata con synth e campionamenti (ascoltate No City…). Ciliegina sulla torta l'artwork di Jeremy Fish (!). Un ritorno convincente dopo il non entusiasmante Bazooka Tooth e sette punti e mezzo in più da aggiungere alla Def Jux nella classifica costruttori. Questo è quel che si suol dire un buon lavoro di squadra. (7.5/10)