Caratteri: [Small] [Medium] [Large]

ADULT.

di Paolo Grava e Gaspare Caliri

 

ADULT.

 

  • Gimmie Trouble
  • Bad Ideas
  • Scare Up the Birds
  • Though I choked
  • Strange Mistakes
  • Disappoint the Youth
  • In my Nerves
  • Turn into fever
  • Helen Bach
  • Still Waiting
  • Lovely Love
  • Seal me in

Gimme Trouble (Thrill Jockey / Wide, 2005)

di Paolo Grava

Il suono più rivisitato degli ultimi anni, la new wave europea, ha avuto gli Adult. tra i maggiori estimatori. Con il nuovo album la coppia di Detroit, coadiuvata in studio dal chitarrista Sam Consiglio, prosegue nella citazione che rischia di diventare plagio. Il risultato è un album immediato dove le sonorità gotiche vengono rigenerate dai ritmi dance del nuovo millennio. Chi sa cosa aspettarsi e rimane soddisfatto, il viaggio tra Londra e Berlino anni 80 è assicurato.

Scare Up The Birds è la reunion dei DFA per un nuovo singolo su DFA (com Nina Hagen alla voce). In Gimmie Trouble Beki Bondage urla impazzita e si taglia le vene al ritmo dei Fischerspooner in un bagno del Bat Cave. In Thought I Choked Nicola intona una cantilena sbilenca su campioni che sembrano presi da Alber Mensch. Helen Bach ("hell and back") è il prossimo inno electroclash che farà la gioia di ogni dj, così come il basso epidermico di In My Nerves.

Gimmie Trouble è il perfetto disco trasversale per una serata new wave/elettroclash, ideale per il dancefloor, all'ascolto risulta un po' scontato. (5.5/10)

Foto di Bruko

Live: Adult. + Austin Lace - Spazio 211, Torino (25 febbraio 2006)

di Paolo Grava. Foto di Bruko.

Una serata a due facce allo Spazio 211. Quella solare e sorridente ce la mostrano i belgi Austin Lace con una ricetta a base di campioni a bassa fedeltà, coretti slacker e schitarrate oblique. Irresistibile Kill The Bee, prossimo anthem da dancefloor indie.
Dark side per gli ADULT. da Detroit portabandiera dell'elettroclash più gotico. Quando appaiono sul palco e iniziano a suonare abbiamo una visione: Siouxsie Sioux e Andrew Eldritch tele-trasportati in un club nel 2006. Una volta abituati al dejà-vu lo show scorre veloce (a parte un inconveniente tecnico presto rimediato), i beats plumbei si incastrano bene nel tappeto rumoroso che gira in sottofondo, il basso cita Disorder e la voce isterica di Nicola si staglia irregolare sui loop ed esaspera il giusto gli spettatori, con una violenza che ricorda Hanin Elias degli Atari Teenage Riot.

Il pubblico è diviso tra statue di sale (nero) e clubbers dal braccio alzato, con la Kuperusal che vaga al centro della pista e Adam sornione che controlla e alza volume e rumore se necessario. Quando terminano l’esibizione siamo tutti delusi, saremmo stati volentieri a ballare ancora sulle note dei Sisters Of Banshees... pardon, degli ADULT..

  • Red Herring
  • The Mythology Of Psychosis
  • Good Deeds
  • I Feel Worse When I'm With You
  • The Importance Of Being Folk Part 1
  • Inclined To Vomit
  • You Don't Worry Enough
  • Cultivation
  • Herd Me
  • R.S.X.
  • Plagued By Fear
  • I Should Care
  • The Importance Of Being Folk Part 2
  • Harvest

Why Bother? (Thrill Jockey / Wide, 20 marzo 2007)

di Gaspare Caliri

Hanno fatto due mezzi passi falsi, ma questo è un passo deciso. Giunti al terzo album sembra che gli ADULT., duo formato dalla cantante Nicola Kuperus e da Adam Lee Miller, abbiano trovato la dimensione che meglio li fa esprimere. Ascoltando ad esempio I Feel Worse When I'm With You ci ritroviamo di fronte a un trattore Digital Hardcore Recordings che scava con un basso Joy Division. Non è quest’ultima la novità: già nel precedente Gimme Trouble, come abbiamo scritto su SA, si udivano echi post-punk e profusioni new-wave; ciò che cambia è la decisione con cui vengono accoppiati all’estetica industriale, con risultati che spaziano dall’EBM, ai Clock Dva  tra 80 e 90, ai soliti Pankow (compressi con gli Atari Teenage Riot in Cultivation), ai Pan Sonic (Good Deeds), fino addirittura ai Big Black (You Don't Worry Enough).

La voce di Nicola, anzitutto, è definitivamente trasportata da una Lydia Lunch meno inquietante dell’originale (Inclined To Vomit), alla sua dilagante e “tiratissima normalizzazione” in Siouxsie Sioux (come in Plagued By Fear, che sembra una versione digitale dei Diaframma).
L’impressione generale è di angoscia velocistica, vagamente futuribile (R.S.X.), come sprigionata dal pensiero di guidare ubriachi un Gran Premio. E fa finalmente la differenza la produzione, ora più arrogante, meno ricercata, ed è una fortuna, determinata nel garantire tempi ballabili attraverso la pienezza industriale del suono – mentre, in definitiva, era proprio la sollecitazione alla danza ultramoderna a mancare da Gimme Trouble e dall’ancora precedente Resuscitation.
Gli ADULT., in un ambito simile di discorso, dichiarano, sul sito della Thrill Jockey, di ricercare una “uneasy listening music”. Tralasciata Harvest, un rumore magmatico che in coda al disco ci ricorda i recenti Echran, va invece detto che è proprio la facoltà di trascinare l’ascoltatore il loro punto forte, certo senza easy listening, ma con disinvoltura nel coinvolgimento.  (6.8/10)