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Cows - Cunning Stunts (Amphetamine Reptile, 1992 )

di Paolo Grava

I Cows furono la bandiera dell'Amphetamine Reptile, una delle etichette che hanno segnato l’underground americano a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. La band incise per la label di Minneapolis dagli esordi allo scioglimento, dimostrando una fedeltà alla causa indipendente assai rara all'epoca, soprattutto dopo l'esplosione di Nevermind, quando i discografici major si gettarono nel cieco saccheggio dell’underground alla ricerca dei nuovi Nirvana.Alle lusinghe delle corporation cedettero le menti peggiori della generazione, dai Jesus Lizard ai Butthole Surfers, dagli Helmet ai Mudhoney, ottenendo magri risultati in fatto di vendite e spesso realizzando album mediocri e accelerando la propria decadenza.
Nel 1992, con Kurt Cobain e soci ormai star planetarie, i Cows realizzarono il disco centrale della propria storia, sia cronologicamente, sia perché si pose come spartiacque tra il passato anarchico, free, ma spesso sconclusionato dei primi quattro dischi, e la lenta normalizzazione sonora della seconda parte della carriera.
La copertina riprende lo stile di Reid Miles utilizzato per gli album Blue Note, ma in bella mostra c’è la dentiera del cantante a mollo in un bicchiere e quando il disco parte ogni dubbio viene fugato.

Uno schiaffo e il seguente pianto di un neonato danno il via a un assurdo arrembaggio punk di Heave Ho con la tromba sgangerata di Shannon a guidare la carica.

In Contamination scoppia una rissa tra chitarre fuzz, bassi urticanti, percussioni scarnificate e urla insensate, a certo punto tutto rallenta e sale l'ululato tipico di Selberg per poi ripartire all'insegna del garage dinamitardo che ricorda Camouflage Monkey di Daddy Has A Tail.
Mr. Cancelled inaugura la saga dei Cancelled, che proseguirà negli album successivi, con un pezzo cita le radici del rock, ma in maniera irriverente e sguaiata, come il suono dell'armonica suonata da uno sdentato.

I Cows narrano storie di ordinaria alienazione al ritmo di un bulldozer impazzito, l'anarcobilly demente di Walks Alone è l'ideale per correre a tutto gas per le highway americane, senza meta, senza futuro. Il nichilismo del punk primordiale viene ripreso dai quattro del Minnesota, sordi alle sirene contemporanee dell'hardcore positive e politicizzato, e filtrato attraverso una visione volgare, ostile, maschilista e a suo modo reazionaria della società, tipica della provincia americana.
L'immaginario collettivo della band non si discosta probabilmente di tanto da quello dei personaggi incattiviti di Deliverance di John Boorman, o almeno è quello che ci vogliono far credere.
Musicalmente riescono a creare una miscela unica di blues, acid rock, garage, rock sudista e (post)punk e la sommergono di strati impenetrabili di rumore, lambendo l'avanguardia e citando la tradizione alla maniera di Captain Beefheart e dei Royal Trux. Il blues sbilenco di Mine è minato da riff indiavolati di stampo noise, Terrifique parte come marcetta grottesca e si trasforma in hard rock brutale, Down Below è un inno acido a base di assoli andati a male e basso melmoso.

Uno dei pezzi più significativi del disco è sicuramente lo standard Midnight Cowboy che i Cows stravolgono in una versione borderline e dissonante.
Immaginate un redneck in trasferta nella Grande Mela che, dopo una notte di ordinaria follia, pesto e ubriaco, riverso su un marciapiede della Bowery, si abbandona a un lungo straziante lamento.
Con The Woman Inside si torna ai capolavori free-noise dei primi album, al caos senza freno sul quale Mr. Selberg non tenta neanche un approccio umano al canto, limitandosi a sgolarsi in un improbabile duetto con una voce femminile francese.

I concerti dei quattro vengono ricordati tra più barbari e devastanti dell’epoca, con Shannon a tenere la scena con la stessa rabbia e disperazione di una bestia in gabbia o di un bucomane in crisi. Un performer eccezionale paragonabile a David Yow e Lux Interior per la capacità di ipnotizzare, o per meglio dire traumatizzare, il pubblico.

  1. Heave Ho
  2. Walks Alone
  3. Contamination
  4. Mr. Cancelled
  5. Mine
  6. Midnight Cowboy
  7. Everybody
  8. Two Little Pigs
  9. The Woman Inside
  10. Terrifique
  11. Down Below
  12. Ort
  • Thor Eisentrager – guitar
  • Norm Rogers – drums
  • Kevin Rutmanis – bass
  • Shannon Selberg – vocals