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The Beach Boys - Pet Sounds (1966, Capitol)

di Gianni Avella

La storia di Pet Sounds ebbe inizio quando i Beatles, vera ossessione per Brian Wilson, pubblicarono il loro primo album dai leggeri vagiti psichedelici Rubber Soul. Fu un quel preciso istante che il beach boy Brian dichiarò aperta la sua personale guerra contro Lennon e McCartney, con l’unico scopo di superare il genio della coppia di Liverpool.
Il 1965, epoca di Rubber Soul, fu un anno di profondi cambiamenti per il più grande dei fratelli Wilson. Il Vietnam era dietro l’angolo, e le droghe divennero il vizio preferito per un Brian che decise una radicale sterzata per i suoi Beach Boys: le tavole da surf vennero appese al chiodo, il sole e le spiagge messe in un angolino per affrontare temi ben più realistici, personali, intimi. Il travaglio di Pet Sounds durò quasi un anno (cosa alquanto strana se si considera che in tre anni i Beach Boys licenziarono almeno una dozzina di titoli), un alternarsi infinito di musicisti (si parla di almeno cinquanta individui) per ben tre diversi studi di registrazione, una gamma di strumenti che andavano dal piano alle percussioni, clavicembalo e vibrafoni, senza dimenticare la comparsa di un theremin allora estraneo in qualsiasi disco pop. Le cronache parlano di Pet Sounds come un vezzo personale di Brian, con i restanti membri del gruppo poco inclini alla nuova politica del leader, quest’ultimo talmente preso dalla ricerca del suono perfetto (per perfezionarsi in studio lasciò anche la vita da palco) che trovo in Tony Asher (uno sconosciuto autore di jingle pubblicitari) il perfetto alter ego per tramutare i suoi pensieri in parole, e quindi libero di sperimentare su manopole e suono.
Tra i primi esempi di concept album (si parla delle vicissitudini che un individuo si trova ad affrontare al passaggio dall’adolescenza all’età adulta), Pet Sounds fu l’album che, almeno inizialmente, spiazzo gli americani, ma che esaltò l’Inghilterra tutta (arrivo al secondo posto), e proprio nell’Inghilterra dei baronetti i Beach Boys vennero eletti band dell’anno. Un riconoscimento che ci stava tutto: le dodici pepite contenute nello scrigno Pet Sounds erano quanto di meglio il pop aveva prodotto in quel periodo. Basterebbe l’ode all’amore di God Only Knows, eletta da Paul McCartney come la più bella sinfonia di parole e musica, a fare di quest’album un oggetto immancabile in qualsiasi discografia che si possa definire tale, ma dei tanti picchi, in questi “suoni domestici”, quello non era l’unico. La ripresa del traditional Sloop John B fu il singolo di maggior successo dell’album (raggiunse il terzo posto di Billboard rimanendoci per undici settimane). La voglia di “surfare” era ancora evidente in Wouldn't It Be Nice, ma ad emergere è la dichiarata voglia di amore che Brian esplicita sia nella citata e commovente God Only Knows (“I may not always love you, But long as there are stars above you, You never need to doubt it, I'll make you so sure about it, God only knows what I'd be without you”), che nella toccante Don't Talk- Put Your Head On My Shoulder (“I can hear so much in your sighs And I can see so much in your eyes There are words we both could say But don't talk, put your head on my shoulder”), tutto immerso in un tripudioso wall of sound memore della lezione di Phil Spector.
Dopo Pet Sounds ci doveva essere la completa consacrazione di Smile, l’album interrotto e mai più ripreso, l’album più popedelico del gruppo, l’album dalle cui session naque l’ultima grande sinfonia pop del signor Wilson, era l’album di Good Vibrations……

01. Wouldn't It Be Nice
02. You Still Believe in Me
03. That's Not Me
04. Don't Talk (Put Your Head on My Shoulder)
05. I'm Waiting for the Day
06. Let's Go Away for Awhile
07. Sloop John B.
08. God Only Knows
09. I Know There's an Answer
10. Here Today
11. I Just Wasn't Made for These Times
12. Pet Sounds
13. Caroline, No
14. Hang on to Your Ego [*] (Asher/Wilson)
Brian Wilson - Organ, Guitar, Piano, Arranger, Keyboards, Vocals, Vocals (bckgr), Producer, Liner Notes, Supervisor
Carl Wilson - Guitar, Vocals
Dennis Wilson - Drums, Vocals
Mike Love - Vocals, Vocals (bckgr)
Alan Jardine - Vocals
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